Indagine della Procura

“Furbetti del cartellino”, c’era anche chi andava a prostitute. Il Gip: “Un comportamento caparbio”

29 giugno 2017

Avrebbe consumato rapporti sessuali con una prostituta minorenne durante l’orario di lavoro e con l’auto di servizio. Emerge anche questo nelle 550 pagine dell’ordinanza legata all’indagine della Guardia di Finanza e della Polizia municipale dei cosiddetti “furbetti del cartellino” che, con ben 50 dipendenti indagati su 613 dipendenti totali, ha decapitato quasi il 10% dell’organico del Comune di Piacenza. Non solo dunque raffiche di episodi di timbrature multiple, fatte da dipendenti compiacenti per permettere ai colleghi di andare fuori sede e svagarsi o farsi gli affari propri, chi in palestra chi a fare la spesa, ma anche questo episodio “di gravità inaudita” ha sottolineato il procuratore capo Salvatore Cappelleri durante la conferenza stampa di questa mattina, giovedì 29 giugno. Dei 50 indagati, di cui 39 con obbligo di firma e 10 a piede libero, è stato l’unico caso in cui sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di prostituzione minorile e di violenza sessuale. Nemmeno le norme rigide contenute nel decreto Madia e nemmeno i casi di cronaca degli ultimi anni avvenuti in varie parti d’Italia avrebbero costituito un deterrente per queste decine di dipendenti comunali che, oltre al processo penale, ora rischiano seriamente il posto di lavoro.

Un’indagine che sta facendo scalpore, nata sul finire dell’anno scorso da segnalazioni di cittadini. Per mesi gli inquirenti hanno fatto accertamenti, controllato, verificato. Un lavoro coi fiocchi, ha aggiunto il sostituto procuratore Antonio Colonna, riferendosi al lavoro degli inquirenti. Nell’ordinanza del gip c’è una parola che si riferisce ai comportamenti dei dipendenti: “caparbietà”. “Questo a sottolineare come questi comportamenti di legalità diffusa erano frequenti”, ha aggiunto Cappelleri. Il comandante della Guardia di Finanza, il colonnello Sanapo ha detto che in questa inchiesta sono stati usati “prudenza e buon senso”. “Sono stati valutati anche i singoli episodi, ma tante volte ci siamo trovati costretti a vedere superata la soglia della prudenza”.

Intanto salgono a quatto gli arresti operati dalla Guardia di finanza in seguito all’indagine sempre coordinata dalla Procura della Repubblica volta a far luce su alcuni appalti del Comune di Piacenza. Nel mirino delle Fiamme gialle c’erano in particolare lavori stradali e telecamere. A finire ai domiciliari tre dipendenti comunali (di due fermati avevamo già riferito nei giorni scorsi) addetti al settore Manutenzione e il titolare di un’azienda legata a un appalto.

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