Diplomata al Nicolini

Roberta Mameli, il soprano piacentino canta nei migliori teatri del mondo

18 gennaio 2019

“Devo molto alla mia famiglia che mi ha sostenuta, alla determinazione che mi contraddistingue, ai compagni del Coro Polifonico Farnesiano e al maestro Mario Pigazzini”. Non ha dubbi sulle persone a cui vuole dedicare la propria gratitudine il soprano Roberta Mameli, 45enne piacentina, all’apice della carriera e richiesta dai teatri di tutto il mondo.

Considerata attualmente una delle punte di diamante nel repertorio barocco per versatilità, voce cristallina nonché per le sue grandi qualità interpretative ed attoriali Roberta Mameli è tornata in questi giorni nella sua Piacenza dove ama passeggiare e incontrare gli amici più cari. Un breve momento di pausa per poi ripartire la settimana prossima alla volta di Venezia dove, alla Fenice interpreterà “Il Re pastore” di Mozart poi vestirà i panni di Vitellia in “La Clemenza di Tito” sempre di Mozart al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze. “Per me è un ritorno al primo grande amore: Mozart, autore che ho sempre amato e che ho iniziato a interpretare a 20 anni” – spiega il soprano ai microfoni di Telelibertà.

Diplomata in canto presso il Conservatorio di Musica “G. Nicolini” di Piacenza e in violino, Roberta Mameli si è perfezionata con Bernadette Manca di Nissa, Ugo Benelli, Konrad Richter, Claudio Desderi, Enzo Dara. L’esperienza con il Coro Farnesiano poi l’ha aiutata a capire l’importanza di riconoscere il valore del gruppo anche quando si è solisti. Ha cantato in prestigiosi teatri italiani ed esteri, da Vienna, a Parigi, da Barcellona a Ginevra passando per il Giappone ma anche in Italia a Torino, Firenze e Venezia lavorando con direttori come Claudio Cavina, Christopher Hogwood, Fabio Biondi, Ottavio Dantone, Ryo Terakado, fino a Claudio Abbado, solo per citarne alcuni e interpretando le figure femminili più controverse e affascinanti della storia: da Donna Elvira in Don Giovanni a Susanna in Nozze di Figaro ad Angelica in Orlando.

“E’ più facile lavorare all’estero – ha spiegato Mameli – perché c’è spazio per un repertorio vastissimo mentre in Italia si predilige il classico puro”. Nel 2017 si è aggiudicata il prestigioso “Diapason D’or”, massimo riconoscimento di Francia per l’album solistico “Anime Amanti (Alpha)” realizzato con l’affermato musicista Luca Pianca. “Un disco a cui tenevo particolarmente – spiega – sono brani emotivamente difficili anche tecnicamente, per me era un lavoro molto importante”.

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