Amoah cerca casa: «Nero e straniero, per me c'è solo un dormitorio?»
Nato in Italia, ha 21 anni e un lavoro: dopo il percorso in comunità per minori nessuno gli affitta una casa. Basta il nome e l’offerta svanisce
Filippo Lezoli
|3 ore fa

Darling Amoah
«Perché?». La domanda di Darling Amoah interroga la nostra città. Il ragazzo è nato in Italia da genitori nigeriani, la madre non ha potuto prendersi cura di lui e a sette anni è stato affidato ai servizi sociali. Oggi di anni ne ha 21. Amoah ha svolto il percorso per minori non accompagnati con successo, mai un problema, solo tanto impegno per costruirsi un futuro. A fine febbraio terminerà i tre anni di semi-autonomia con la cooperativa che ancora per qualche giorno lo sta seguendo.
Eppure, benché perfettamente integrato, la società in cui vive non gli apre la porta di casa. Letteralmente.
Da un anno cerca un appartamento, ha risposto a un centinaio di annunci. Ma è sufficiente che pronunci il suo nome, che dica il suo Paese di origine - «o peggio ancora quando mi vedono» racconta - perché il venditore o l’agenzia immobiliare si tiri indietro. Questo tirarsi indietro, per Amoah, sta prendendo la forma di un destino: il dormitorio. È lì che rischia di ritrovarsi a fine febbraio. Lo spiega lui stesso, senza rabbia ma deciso, con quel «perché?» a cui ha dato l’unica risposta possibile. L’unica possibile, ma non accettabile.
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