Bimbo con una pistola finta a scuola. La maestra chiama la polizia locale

Era un modello soft-air ad aria compressa: ma di metallo e senza il segno rosso previsto dalla legge

Cristian Brusamonti
|11 ore fa
Bimbo con una pistola finta a scuola. La maestra chiama la polizia locale
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Alle elementari con la pistola nella zaino. E poco importa, almeno per quanto riguarda l'aspetto morale, che fosse soltanto poco più di un giocattolo. È l'inquietante episodio che si è verificato ieri mattina in una scuola cittadina di Piacenza, dove un bambino che frequenta la primaria si è presentato in classe con un oggetto del tutto simile ad una vera pistola. E subito la scuola, oltre a interpellare i genitori, ha denunciato la cosa alla polizia locale di Piacenza.
L'allarme è scattato nella mattinata di ieri quando alcuni bambini, preoccupati, si sono rivolti alla maestra per segnalare che il loro compagno di classe aveva con sé una pistola. Come siano andati i fatti è difficile ricostruirlo con certezza: pare che lo studente in questione abbia mostrato di nascosto ai compagni l'arma, che teneva all'interno dello zaino assieme a libri e quaderni. Con grande maturità, i compagni hanno scelto di non coprire l'amico e hanno denunciato l'accaduto. Non appena le insegnanti hanno effettivamente verificato la presenza della pistola, è partita subito la segnalazione alla dirigente scolastica e, a catena, la telefonata alla polizia locale che è intervenuta per sequestrare la pistola.
Da quanto confermato dal Comune di Piacenza a seguito delle verifiche, si trattava di una pistola ad aria compressa, di quelle usate per sparare pallini di piccole dimensioni. Era priva di tappo rosso: questo particolare, assieme al fatto che la pistola fosse in metallo e di una certa pesantezza, ha inizialmente fatto credere che la pistola fosse autentica. Così, fortunatamente, l'inquietudine iniziale è andata scemando. Tuttavia, a scuola sono stati subito convocati i genitori del bambino, anche per chiarire eventuali responsabilità a loro carico e soprattutto capire come mai il giovane avesse quell'arma giocattolo nello zaino. In un clima decisamente poco sereno per le scuole - tra recenti casi di aggressioni e porto di armi bianche - a colpire è specialmente la giovane età dello studente.