La lunga fila di stranieri davanti alla questura di Piacenza
La segnalazione del parroco di Gragnano don Alessandro Ponticelli
Filippo Lezoli
|3 ore fa

Fila davanti alla questura di Piacenza- © Libertà/Filippo Lezoli
Lunghe code di stranieri in fila davanti alla questura di Piacenza. Un tema che a cadenza regolare si ripresenta nella nostra città.
«Dovete liberare il passaggio davanti al cancello». E ancora: «Vai dietro e aspetta». Poco dopo: «Un appuntamento per fare cosa?». Con qualche sorriso, ma all’occorrenza con il tono risoluto, due agenti cercavano ieri mattina di gestire l’afflusso all’ingresso della questura. L’assembramento di cittadini stranieri in via XXIV Maggio è d’altronde difficile da sciogliere, nonostante nel tempo si sia cercata una soluzione, ad esempio razionalizzando gli orari. Così anche ieri mattina verso le 11 erano una settantina le persone di nazionalità straniera in attesa di essere ricevute per sbrigare - termine che calza poco a pennello a una burocrazia che di sbrigativo ha poco - i documenti necessari, fra cui i permessi di soggiorno.
E se con cadenza regolare non mancano alcuni cittadini a far notare le difficoltà di immigrati alle prese con le istituzioni, ultima in ordine di tempo è la segnalazione giunta a Libertà da don Alessandro Ponticelli, parroco di Gragnano, che molto ha lavorato a contatto con gli immigrati. Nell’occasione don Ponticelli spiega di avere accompagnato una cittadina straniera della sua parrocchia in questura, per ritirare il suo primo permesso di soggiorno: «L’accoglienza è affidata a tre giovinetti in divisa che a turno arrivano al cancello. A tratti mi è parso avessero un mezzo sorriso, un po’ beffardo, un po’ supponente. Sono preposti a consegnare il numero a chi è in coda e, come al supermercato, permettono o vietano l’accesso in questura».
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