L'assemblea pubblica boccia la nuova passeggiata di Travo
Durante l'incontro ribadite le ragioni del sì da parte dell'amministrazione e la contrarietà del nuovo parroco
Cristian Brusamonti
|1 giorno fa

Una parte dei cittadini presenti all'assemblea pubblica
Il progetto di collegamento diretto del borgo antico di Travo con la sua passeggiata Dea Minerva sul Trebbia, con una scalinata, sembra destinato ad un nulla di fatto. Dopo l'ultima assemblea pubblica, convocata dalla sindaca Roberta Valla e dal parroco don Omar Bonini - la prima favorevole, il secondo contrario - il progetto finanziato da fondi Stami per le Aree Interne potrebbe saltare a causa delle resistenze di una parte dei travesi. «Se c'è da spaccare la comunità, facciamo subito un passo indietro», chiarisce Valla. «Ma ci sono ragioni gravi per mettere in discussione il finanziamento? Il progetto è pubblico da mesi, è apparso anche su Libertà, ma mai nessuno ce ne ha chiesto conto. Piaceva a noi, alla Soprintentenza, alla Diocesi e all'ex parroco. Dopo l'arrivo del nuovo parroco è cambiato tutto».
Quali sono le motivazioni del "no" al nuovo passaggio? «Non si capisce perché si dovrebbero regalare questi terreni al Comune e il sagrato, unico belvedere di Travo sul Trebbia, deve restare incontaminato», sostiene don Omar, senza aggiungere motivazioni tecniche. «Quali vantaggi porterà e perché violare il vecchio cimitero del paese o lasciare sul sagrato il passaggio agli incivili in costume che vanno a fare il bagno in Trebbia?» si chiedono altri. E anche don Giampiero Esopi è tra i sostenitori del no. «Questa cosa non s'ha da fare, né ora né mai» aggiunge, citando Manzoni. «Perché non spendere quei soldi per eliminare le barriere architettoniche dalla passeggiata? Anche chi non può camminare deve avere la possibilità di vedere questo spicchio di cielo. La passeggiata è una delle cose più belle di Travo».
Completamente a difesa della sindaca Valla c'è, un po' a sorpresa, la minoranza consigliare, che ha sempre visto il progetto di buon occhio.
Quali sono le motivazioni del "no" al nuovo passaggio? «Non si capisce perché si dovrebbero regalare questi terreni al Comune e il sagrato, unico belvedere di Travo sul Trebbia, deve restare incontaminato», sostiene don Omar, senza aggiungere motivazioni tecniche. «Quali vantaggi porterà e perché violare il vecchio cimitero del paese o lasciare sul sagrato il passaggio agli incivili in costume che vanno a fare il bagno in Trebbia?» si chiedono altri. E anche don Giampiero Esopi è tra i sostenitori del no. «Questa cosa non s'ha da fare, né ora né mai» aggiunge, citando Manzoni. «Perché non spendere quei soldi per eliminare le barriere architettoniche dalla passeggiata? Anche chi non può camminare deve avere la possibilità di vedere questo spicchio di cielo. La passeggiata è una delle cose più belle di Travo».
Completamente a difesa della sindaca Valla c'è, un po' a sorpresa, la minoranza consigliare, che ha sempre visto il progetto di buon occhio.


