Odissea al passaggio a livello, attesa di 43 minuti per sette treni
Nuovo sfogo sui social di un automobilista fermo a Rottofreno. Dopo l’incontro tra sindaci e Rfi il problema sembrava risolto
Angela Zeppi
|3 ore fa

Veicoli in coda al passaggio a livello di Santimento
Nuova odissea al passaggio a livello di Santimento: 43 minuti di attesa consecutivi, 7 treni transitati, due chiamate alle forze dell’ordine. Lo sfogo del cittadino è affidato ai social. Tutto questo dopo l’alleanza dei due sindaci di Rottofreno e Calendasco, Paola Galvani e Filippo Zangrandi.
Riferisce Matteo Cornelli, assessore di Rottofreno che segue il caso in modo particolare. «Dopo le svariate segnalazioni dei disservizi causate dal cambio di funzionamento delle sbarre, i sindaci dei due comuni interessati avevano incontrato il prefetto insieme a funzionari di Rfi (Rete ferroviaria italiana). Dopo qualche messa a punto, pareva che il sistema funzionasse meglio e negli ultimi due anni non abbiamo avuto notizia di tempi superiori a venti minuti d’attesa. Forse nella serata indicata dal cittadino si è verificato un guasto, oppure sono transitati diversi treni merci».
Il problema, infatti, risiede nella tecnologia che mal si sposa con i danni alla stazione di Sarmato, dove i treni devono rallentare. Approfondisce Cornelli: «Quando un treno proviene da Piacenza e arriva nei pressi del ponte sul fiume Trebbia, scatta il meccanismo che chiude tutte le sbarre nel territorio di Rottofreno. Quando un treno arriva da Voghera, dopo Castelsangiovanni scatta lo stesso meccanismo. Le sbarre si riaprono dopo il transito. Purtroppo, il passaggio a livello di Santimento è centrale rispetto alle postazioni d’innesco. Quindi, se un treno arriva da Piacenza e raggiunge Santimento dopo che è scattato il meccanismo per un convoglio che sopraggiunge dalla parte opposta, le sbarre non si alzano».
La complicazione, inoltre, riguarda un edificio pericolante alla stazione di Sarmato: il treno che arriva da Voghera ad alta velocità, in quel tratto deve rallentare fino a 30 chilometri all’ora e i tempi si dilatano. Questa la traversia raccontata dal cittadino: «Arrivo alle 21.11, sbarre chiuse (si apriranno alle 21.54); prima chiamata alle forze dell’ordine alle 21.41, la seconda alle 21.53». In passato il cittadino aveva telefonato al gestore della ferrovia e l’operatrice l’aveva invitato alla pazienza. Il suo timore è rivolto anche a chi potrebbe sentirsi male ed essere in attesa di soccorsi.
Cornelli porterà questa nuova istanza al prossimo tavolo tecnico che comunque avrà altri argomenti. «Parleremo del degrado in cui versa la stazione di Rottofreno e dei nuovi ascensori mai entrati in funzione alla stazione di San Nicolò. Resta impossibile per un disabile o per chi ha una valigia pesante salire e scendere l’alta scalinata che sovrappassa i binari».
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