De Pascale a Nel Mirino: «I dazi di Trump distruggono la manifattura europea»
Ospite della trasmissione di Telelibertà, ha affrontato il tema delle conseguenze delle guerre e degli incerti scenari per aziende e lavoratori
Gabriele Faravelli
|14 ore fa

La guerra fa paura, non solo per le terrificanti conseguenze in termini di morti e feriti, ma anche per tutto ciò che ne consegue. Prezzi che salgono, persone che fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese, i lavoratori e le aziende che non sanno quale futuro li aspetta. Certamente non roseo se le cose continuano così. Uno scenario preoccupante anche dal punto di vista locale come hanno spiegato gli ospiti presenti all'ultima puntata di “Nel Mirino”, andata in onda su Telelibertà per affrontare il delicato argomento della geopolitica mondiale.
Ospiti nello studio della conduttrice Nicoletta Bracchi, accompagnata nell'analisi dal giornalista di “Libertà” Marcello Pollastri, il presidente della Regione Emilia Romagna Michele de Pascale, il presidente di Confindustria Piacenza Nicola Parenti, la sindaca di Rottofreno e consigliera provinciale con delega al piano delle attività estrattive Paola Galvani, il direttore di Coldiretti Piacenza Roberto Gallizioli e il presidente di Anga Confagricoltura Filippo Losi.
«Siamo molto preoccupati – ha detto il presidente della Regione – Italia ed Europa devono dirsi con chiarezza che questa strategia degli Stati Uniti è un disastro e che con la politica scellerata dei dazi di Trump si rischia di distruggere la manifattura europea». Industria e agricoltura stanno già soffrendo, produrre a questi costi diventa insostenibile per le aziende, da tutte le parti si chiedono aiuti e sostegni al mondo delle istituzioni. La questione energetica è il primo punto.
«L'Italia aveva avuto una reazione dopo la crisi russo-ucraina per diversificare le fonti energetiche – ha chiarito De Pascale – in questo senso, il nostro impegno per il rigassificatore di Ravenna ha pagato, sta dando buoni frutti insieme a quello di Piombino. Ma non basta, dobbiamo sicuramente aumentare la quota di rinnovabili senza però impoverire il territorio». Per quanto riguarda la produzione agricola, si chiederanno al Governo bandi diversificati per regione: «Battaglia che vorremmo portare avanti con Coldiretti e Confagricoltura: i fondi nazionali non possono essere riversati su bandi uguali per le regioni, ciò che si produce in Emilia Romagna è differente dalla Sicilia e tutto il mondo agricolo si deve mobilitare per tutto questo. Sul lavoro, stiamo procedendo con la norma sulle foresterie aziendali e l'immigrazione per avere soluzioni abitative facili: siamo ormai pronti a uscire con la delibera prima dell'estate sia per l'agricolo che per il manifatturiero, un approccio serio sui flussi migratori per tenere in piedi i vari sistemi produttivi».

