Marsaglia e la fusione: «Abbiamo paura...» «Ma è l'ultima chance»
È in questo scenario che prende forma il dibattito sul possibile Comune unico che dovrebbe riunire Zerba, Cerignale e Corte Brugnatella
Redazione Online
|7 ore fa

Il municipio di Cerignale, capofila del progetto di fusione
In Alta Valtrebbia il tempo sembra procedere con un passo diverso. A Marsaglia, un giovedì qualunque come quello di ieri restituisce l’immagine di un paese silenzioso, attraversato da poche presenze - è inverno - e da una luce limpida. È in questo scenario che prende forma il dibattito sul possibile Comune unico che dovrebbe riunire Zerba, Cerignale e Corte Brugnatella, un progetto che avanza tra incontri pubblici e molte domande ancora senza risposta.
I numeri, prima ancora delle parole, delineano il quadro. Zerba conta 67 residenti. Cerignale arriva a 110 abitanti. Corte Brugnatella resta il centro più popoloso con 493 residenti. Comunità ridotte, geograficamente isolate, segnate da uno spopolamento che negli anni ha eroso non solo la popolazione, ma anche prospettive e servizi. Il percorso verso la fusione, annunciato dai sindaci, ha conosciuto una prima fase di confronto ad ottobre 2025.
Il prossimo appuntamento è previsto per il 6 febbraio e sarà presente l’assessore regionale Davide Baruffi. Il sindaco, Renato Bertonazzi, lo ha spiegato senza ambiguità: «Dopo questo incontro, capiremo meglio il destino di questa proposta». Resta però un elemento centrale: finora non è stato promosso alcun sondaggio per misurare il reale orientamento della popolazione. Ci sarà, al termine del percorso conoscitivo che rende quindi gli incontri pubblici fondamentali per conoscere il progetto.
Nel frattempo, a Marsaglia l’attenzione quotidiana si concentra su ciò che resta concreto e tangibile. L’apertura della farmacia, di cui abbiamo dato notizia, e l’arrivo della nuova farmacista Alessandra Iardino, sono diventati un piccolo evento collettivo, «un segnale di continuità in un territorio che teme l’ulteriore perdita di presidi essenziali», è l’auspicio espresso da tanti in paese. La comunità si muove ancora come un nucleo compatto, solidale, ma consapevole di trovarsi davanti a un bivio. Il sentimento più diffuso - secondo quanto emerso ieri ascoltando le persone - è quello della diffidenza.

