Rebecca Brusamonti: «Il mio tour in Cina è stato un'esperienza forte ed ora farò audizioni con Verdi nel cuore»
Il giovane soprano piacentino racconta i suoi recenti trionfi in Oriente

Eleonora Bagarotti
|1 giorno fa

Rebecca Brusamonti è donna Elvira al fianco di Massimo Cavalletti come Don Giovanni
La sua voce è un fiore che sboccia. Rebecca Brusamonti, giovane soprano piacentino, sin dalle sue prime esibizioni ha colpito anche il pubblico più rigoroso dell’opera lirica. Ha talento, ma anche una musicalità e una timbrica fuori dall’ordinario.
Non stupisce, dunque, che sia reduce da una trionfale tournée in Cina, dove a fine serata «c’era la coda fuori dai camerini, il pubblico voleva conoscere i cantanti italiani e ci hanno chiesto gli autografi... non me l’aspettavo e del resto, i cinesi sono dei veri amanti dell’opera lirica e sanno esprimere la loro grande passione», spiega Brusamonti, che abbiamo intervistato al suo rientro.
Non stupisce, dunque, che sia reduce da una trionfale tournée in Cina, dove a fine serata «c’era la coda fuori dai camerini, il pubblico voleva conoscere i cantanti italiani e ci hanno chiesto gli autografi... non me l’aspettavo e del resto, i cinesi sono dei veri amanti dell’opera lirica e sanno esprimere la loro grande passione», spiega Brusamonti, che abbiamo intervistato al suo rientro.
Rebecca, si aspettava il successo del tour in Cina?
«Assolutamente no, per me è stata un’esperienza davvero importante. La tournée è durata circa un mese, ho tenuto 12 concerti in diverse città, inclusa Shanghai, calcando i palcoscenici di veri e propri templi dell’opera lirica dove si sono esibiti cantanti come Anna Netrebko ed Elina Garanca e musicisti come Daniel Barenboim, con platee da 2mila o 3mila posti. Inoltre, non mi aspettavo il calore del pubblico cinese, la sua cultura e conoscenza dei brani. Ogni volta che c’era il Brindisi della Traviata, ad esempio, cantavano tutti insieme a noi».
«Assolutamente no, per me è stata un’esperienza davvero importante. La tournée è durata circa un mese, ho tenuto 12 concerti in diverse città, inclusa Shanghai, calcando i palcoscenici di veri e propri templi dell’opera lirica dove si sono esibiti cantanti come Anna Netrebko ed Elina Garanca e musicisti come Daniel Barenboim, con platee da 2mila o 3mila posti. Inoltre, non mi aspettavo il calore del pubblico cinese, la sua cultura e conoscenza dei brani. Ogni volta che c’era il Brindisi della Traviata, ad esempio, cantavano tutti insieme a noi».
In questo momento cosa sta facendo? Ha progetti imminenti?
«Per adesso, dopo la tournée in Cina e i vari concerti che ho tenuto qua e là, mi sono presa un po’ di tempo per fare audizioni perché vorrei capire se effettivamente questo può diventare un vero lavoro. Io frequento la facoltà di Economia aziendale e marketing management all’Università Cattolica del Sacro Cuore e voglio terminare il percorso intrapreso».
«Per adesso, dopo la tournée in Cina e i vari concerti che ho tenuto qua e là, mi sono presa un po’ di tempo per fare audizioni perché vorrei capire se effettivamente questo può diventare un vero lavoro. Io frequento la facoltà di Economia aziendale e marketing management all’Università Cattolica del Sacro Cuore e voglio terminare il percorso intrapreso».
Lei sembra rappresentare quella generazione di giovani donne molto impegnate, improntate verso un futuro paritario in quanto a responsabilità e successo.
«Senza dubbio anche perché io stessa sono molto attenta al tema del femminile. Ho creato un festival, l’Ultrapadum, e nel direttivo siamo tutte donne, con attenzione particolare ad autrici e a compositrici. Abbiamo fatto girare il festival per tutta la provincia con l’obiettivo di portare la lirica ai giovani ed inoltre offrire ai giovani performer l’occasione di esibirsi dato che, lo so bene, non ce ne sono tante. Io stessa sono stata fortunata in quanto ispirata da tante donne indipendenti e che hanno fatto tante belle cose nella vita. Ho persino omaggiato Maria Callas, a proposito di grandi donne...».
«Senza dubbio anche perché io stessa sono molto attenta al tema del femminile. Ho creato un festival, l’Ultrapadum, e nel direttivo siamo tutte donne, con attenzione particolare ad autrici e a compositrici. Abbiamo fatto girare il festival per tutta la provincia con l’obiettivo di portare la lirica ai giovani ed inoltre offrire ai giovani performer l’occasione di esibirsi dato che, lo so bene, non ce ne sono tante. Io stessa sono stata fortunata in quanto ispirata da tante donne indipendenti e che hanno fatto tante belle cose nella vita. Ho persino omaggiato Maria Callas, a proposito di grandi donne...».
Il compositore del cuore? E il ruolo dei sogni?
«Ovviamente Giuseppe Verdi. Per me, purtroppo e per fortuna, essendo nata qui rappresenta tutto... e come potrebbe essere altrimenti? Un’aria scritta da lui è unica, quando inizio a studiarla non sto più nella pelle. Verdi mi parla di qualsiasi cosa... per non dire della finezza e della capacità compositiva. In quanto al ruolo, sicuramente Violetta era un po’ il mio sogno nel cassetto. L’ho debuttata ed è stata un’emozione fortissima:in tre atti della Traviata si vede passare davanti tutta la vita, quindi è un’esperienza forte per chi la canta. In conclusione, direi che al momento sono contenta di quello che ho!».
«Ovviamente Giuseppe Verdi. Per me, purtroppo e per fortuna, essendo nata qui rappresenta tutto... e come potrebbe essere altrimenti? Un’aria scritta da lui è unica, quando inizio a studiarla non sto più nella pelle. Verdi mi parla di qualsiasi cosa... per non dire della finezza e della capacità compositiva. In quanto al ruolo, sicuramente Violetta era un po’ il mio sogno nel cassetto. L’ho debuttata ed è stata un’emozione fortissima:in tre atti della Traviata si vede passare davanti tutta la vita, quindi è un’esperienza forte per chi la canta. In conclusione, direi che al momento sono contenta di quello che ho!».
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