Trenta giovani nel cortile privato: «Andatevene». E loro la insultano

Una donna sola contro un gruppo di ragazzi che le minacciano: «Scema, torneremo!»

Thomas Trenchi
|7 ore fa
Trenta giovani nel cortile privato: «Andatevene». E loro la insultano
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Si raggruppano in un vialetto pedonale, poi scavalcano il cancello di un cortile privato. Quando la residente esce per chiedere di allontanarsi, partono gli insulti. Una trentina di ragazzi contro una donna sola. È accaduto nella serata di venerdì 17 aprile alla Besurica, tra via Cervini e via Bartoli. A raccontarlo è la protagonista dell’episodio, che mostra anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della propria abitazione.
«In questi giorni si parla molto di quanto accaduto a Massa, dove un padre è morto dopo aver difeso il figlio da un gruppo di bulli. È una vicenda che sembra lontana, ma aiuta a leggere un clima che, a tratti, si respira anche altrove. Quello che è successo sotto casa mia, alla Besurica – dice la donna, che chiede l’anonimato – non può essere archiviato come una semplice bravata. È una situazione che si è costruita nel tempo, con ragazzi tra i 13 e i 16 anni che la sera si ritrovano sempre nella stessa zona. Venerdì sera, intorno alle 23.50, si sono presentati in almeno una trentina, occupando vialetto e strada e impedendo il passaggio. Il cancello di casa era semiaperto e il gruppo è entrato nel cortile, qualcuno anche scavalcando. Quando mi sono affacciata ho visto pochi ragazzi e non ho compreso subito la dimensione del gruppo. Sono scesa. Ho detto con calma che si trattava di proprietà privata. Nel giro di poco sono diventati molti di più, fino a una trentina. La reazione è stata immediata: risate, insulti, provocazioni. Uno ha urlato: «Figlia di papà, che si permette di venirci a dare ordini». Una vicina è uscita dicendo di aver chiamato i vigili. Il gruppo ha reagito con totale indifferenza».
Solo dopo diversi minuti si sono allontanati. Gli insulti però sono proseguiti, come mostrano i filmati: «Scema, torneremo!». «Una parte se n’è andata, altri sono rimasti sotto le finestre a fissare con atteggiamento minaccioso».