Quartiere cardioprotetto

Defibrillatori in viale Dante: 40 installati su 150, Aschieri: “Amministratori collaborate”. Furto sull’argine

19 gennaio 2018

Il 29 settembre scorso è stato inaugurato il primo quartiere cardioprotetto d’Europa, viale Dante. In quella zona ogni anno si registrano, in media, 10 morti per arresto cardiaco. Questo è il motivo per cui è stato scelto da Progetto vita che ha messo a disposizione ben 150 defibrillatori da installare sui muri dei condomini. Cos’è accaduto dopo quella data? Ad oggi sono stati collocati soltanto 40 preziosi strumenti, ne restano altri 110 da “piazzare”. L’ostacolo sembra essere rappresentato dagli amministratori di condominio. Sono loro a dover convocare un’assemblea e chiedere il consenso dei residenti. Daniela Aschieri, primario di cardiologia a Castel San Giovanni e anima di Progetto Vita lancia un appello: “Speriamo che gli amministratori siano sensibili a questa iniziativa che ha una valenza sociale ma anche scientifica”. L’installazione e la manutenzione dell’impianto è gratuita e viene  rilasciata una liberatoria per l’utilizzo.

“L’obiettivo, nei prossimi 3 anni, è di formare almeno 5mila cittadini all’uso del defibrillatore” – ha spiegato Ernesto Grillo project manager di “Progetto quartiere cardioprotetto” che in questi mesi ha chiamato uno ad uno gli amministratori per sensibilizzarli.

Intanto si è registrato il furto di un defibrillatore sull’argine del Po, dove sono stati collocati 3 strumenti salvavita. Uno era già stato danneggiato e riparato. In questi anni si sono verificati altri 4 furti. Due all’istituto Marcora, uno alle poste centrali e uno in piazza Duomo. Aschieri ricorda che rubare un defibrillatore non produce alcun beneficio economico. Sono tutti registrati al 118 e quindi facilmente identificabili.

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