Blitz dei carabinieri

Furti e rapine nel Nord Italia: 23 arresti. Nel Piacentino 19 colpi andati a segno e 10 tentati

18 giugno 2018

Più di 130 furti e rapine in soli 16 mesi. Era un sodalizio criminale davvero grande e ben organizzato quello stroncato dai carabinieri nelle province di Pavia, Piacenza, Milano, Brescia, Padova e Alessandria. Ventitré persone sono state portate in carcere, tre si trovano agli arresti domiciliari e 2 sono sottoposte all’obbligo di dimora: per tutti, a vario titolo, sono contestati i reati di associazione per delinquere, rapina, furto, ricettazione e porto abusivo di armi. Sono stati denunciate anche altre 11 persone, tra cui uno residente a Castelsangiovanni.
Si tratta dei componenti di tre differenti bande (coordinate da un insospettabile italiano di Casteggio, provincia di Pavia), una delle quali, composta da moldavi e kosovari, aveva base nella nostra provincia. E proprio nel Piacentino sono stati messi a segno alcuni colpi lo scorso anno tra marzo e giugno, 19 quelli riusciti e una decina quelli tentati tra Castelsangiovanni, Ziano, Pontedellolio, Vigolzone e Castell’Arquato. Accusato degli episodi è un gruppo di albanesi, due componenti della banda, residenti a Piacenza, erano già stati arrestati nella maxi operazione “Ghost” dei carabinieri del Norm di Piacenza nel marzo 2018.

Il blitz è scattato all’alba di oggi, lunedì 18 giugno, in esecuzione delle ordinanze firmate dal tribunale di Pavia a seguito dell’attività investigativa condotta dai militari dell’aliquota Operativa della Compagnia carabinieri di Stradella, coordinata dalla Procura pavese.

“Le indagini, corroborate da molteplici pedinamenti e appostamenti nonché da complessi accertamenti tecnici – spiegano gli investigatori – hanno consentito l’acquisizione di concordanti elementi di reità a carico degli odierni arrestati in ordine a complessivi 132 episodi delittuosi (prevalentemente furti e rapine in abitazione), perpetrati nel periodo tra febbraio 2017 e giugno del corrente anno in danno di altrettanti obiettivi (soprattutto abitazioni, ma anche esercizi commerciali) ubicati nelle province di di Monza e Brianza, Piacenza, Brescia, Cuneo e Reggio Emilia. In particolare, si è appurato che gli autori dei reati, suddivisi in tre diversi gruppi criminali contigui tra loro (di cui uno formato da soggetti di nazionalità albanese stanziale proprio a Stradella, uno da soggetti di nazionalità rumena e moldava stanziale nel paesino collinare di San Damiano al Colle e uno da individui di nazionalità moldava e kosovara stanziale nel Piacentino), erano soliti agire in modo coordinato per la commissione dei diversi delitti, avvalendosi anche della partecipazione occasionale di altri soggetti, perlopiù connazionali ma anche di nazionalità italiana”.
Durante i colpi, alcuni dei quali commessi in modo mirato in danno di persone anziane (facilmente più aggredibili), i malviventi erano soliti ricercare e rubare, oltre al denaro contante, monili in oro, orologi di pregio (tipo Rolex e Panerai), armi, bici da corsa, attrezzature e macchinari di valore, veicoli, capi d’abbigliamento e borse di marca.
“Punto di riferimento dei gruppi criminali – aggiungono i carabinieri – era un insospettabile cittadino italiano di Casteggio, titolare di un compro oro e di un’agenzia immobiliare, il quale non solo ricettava buona parte della refurtiva, ma era solito anche indicare gli obiettivi da colpire, soprattutto con riferimento alle abitazioni private, sfruttando soprattutto le informazioni che apprendeva proprio grazie alle citate attività commerciali. In un’occasione, addirittura, tale soggetto, principalmente dedito alla ricettazione degli oggetti in oro e di altri beni di valore, aveva commissionato anche il furto di alcune costose bici da corsa, ciascuna del valore di circa 3-5mila euro, in danno di ciclisti amatoriali della zona. Furti poi effettivamente portati a termine e con le bici rubate rivendute successivamente ad inconsapevoli appassionati”.

Nel corso dell’operazione, che ha visto l’impiego di numerosi uomini e mezzi, sono state eseguite anche diverse perquisizioni domiciliari, con il rinvenimento di svariata refurtiva e denaro contante, il tutto sottoposto a sequestro per la successiva restituzione agli aventi diritto.

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