Rischia fino a due anni

“Uccise a calci il suo cagnolino di sei mesi”: piacentino indagato. Ma lui nega tutto

10 agosto 2018

I carabinieri di Piacenza hanno denunciato un cinquantenne, sospettato di aver ucciso a calci il cane di soli sei mesi della sua compagna. Il caso era scoppiato a maggio in zona Farnesiana, in città, quando una donna aveva detto di aver visto un uomo picchiare violentemente un cagnolino. L’animale era stato portato privo di vita in una clinica veterinaria, con i proprietari che sostenevano che avesse ingoiato bocconi avvelenati.

I carabinieri avviarono un indagine, coordinata dal pubblico ministero Ornella Chicca, disponendo anche autopsia, esame tossicologico e radiologico. Gli accertamenti non trovarono tracce di veleno e stabilirono che il decesso fu causato da un trauma toracico, compatibile con i calci.
Il piacentino, classe 1963, è quindi indagato ai sensi dell’articolo 544 del Codice penale, che prevede pene da 4 mesi a 2 anni per gli uccisori di animali.

L’uomo nega tutto, il suo legale, l’avvocato Eleonora Carini, sostiene “che le perizie non sono chiare e devono essere riviste. Il cane probabilmente ha ingerito qualcosa, perché non si vede nulla di rotto dalle stesse perizie. Il mio assistito – aggiunge – era in via Penitenti e poi ha perso di vista l’animale, di cui era innamorato. E la testimone era troppo lontana, non può aver visto nulla”.

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