Conta dei danni in corso

Danni da maltempo, interviene Bonaccini: “Pronta la richiesta di stato di emergenza”. Intanto nuova allerta meteo

4 novembre 2018

“Domani firmerò la richiesta di stato di emergenza nazionale. Già ora, solo per la parte pubblica e senza considerare la Costa, stimiamo danni per diversi milioni di euro. Una cifra importante che purtroppo sarà destinata ad aumentare al termine della ricognizione subito avviata dall’Agenzia regionale di Protezione civile e ancora in corso”. Sono le parole del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini che interviene sulla delicata situazione legata ai territori colpiti dal maltempo dei giorni scorsi, con il vento e la pioggia che, anche nel Piacentino, hanno provocato ingenti danni a coltivazioni e infrastrutture.

“L’attivazione dello stato di emergenza nazionale – continua il presidente – è una decisione necessaria che ci consentirà di dare copertura finanziaria agli interventi urgenti che abbiamo già disposto e a quelli ancora da eseguire, tenuto conto anche della prevedibile evoluzione meteorologica stagionale, e per attivare il censimento dei danni puntuale. Chiederemo al Governo e al Parlamento di inserire l’Emilia-Romagna nei provvedimenti che saranno adottati in ambito nazionale per questa ondata di maltempo, soprattutto per quanto riguarda i danni al settore privato, alle attività produttive, agricole e dell’acquacoltura”.

Nel frattempo, non accenna a placarsi l’ondata di maltempo che sta interessando l’intera regione e, anche per le giornate di lunedì 5 e martedì 6 novembre, il servizio di protezione civile, ha emesso una nuova allerta meteo. Sul Piacentino, previste ancora una volta pioggia, anche a carattere temporalesco, in special modo nella giornata di martedì, che non dovrebbero comunque provocare eccessivi problemi riguardo ai corsi d’acqua. Si tratta di un’allerta gialla per criticità idrogeologiche che richiedono un monitoraggio dei fiumi minori per eventuali fenomeni franosi che, nei giorni scorsi, hanno interessato sia la Valtrebbia che la Valnure.

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