In carica fino in primavera

Il vescovo Ambrosio rinuncia all’incarico: “Ragioni di età, resterò a vivere a Piacenza”

22 novembre 2018

Monsignor Gianni Ambrosio ha comunicato oggi al Consiglio presbiterale diocesano di aver inviato a papa Francesco, in vista del compimento del suo 75esimo anno di età (il prossimo 23 dicembre), la lettera di rinuncia al governo pastorale della diocesi di Piacenza-Bobbio.
Il suo incarico potrà proseguire, in base alle decisioni del Papa, nei mesi successivi fino alla nomina del successore. Dovrebbe quindi restare in carica fino alla primavera prossima.
Dando voce ai sacerdoti presenti, il vicario generale monsignor Luigi Chiesa ha espresso gratitudine per il servizio svolto dal vescovo nella nostra diocesi: “La accompagneremo fin d’ora nelle nostre parrocchie con la preghiera”.
Monsignor Ambrosio ha poi spiegato che, a motivo soprattutto della presenza della propria madre, che nei mesi scorsi ha superato i cento anni di età, il suo progetto è di rimanere a vivere a Piacenza nell’appartamento della Curia, già abitato da don Luciano Zangrandi. “La decisione definitiva – ha aggiunto – sarà presa in comunione con il vescovo che verrà a guidare la diocesi”.

Il Consiglio presbiterale ha poi preso in esame il problema del futuro delle strutture ecclesiastiche nelle piccole realtà, dove la popolazione è molto diminuita e non si è più in grado di conservare questi beni in modo adeguato. “La diocesi non vende le chiese, ma, là dove è necessario, le aliena per la loro conservazione. L’obiettivo della diocesi – ha detto il vescovo Ambrosio – non è di guadagnare vendendo chiese e canoniche, ma di far sì che questi beni possano essere conservati in buono stato e che sia possibile utilizzarli ancora per il culto, anche se, in seguito all’alienazione, avranno altri proprietari. Una possibile soluzione – ha aggiunto – potrebbe essere anche la collaborazione tra le parrocchie della città e dei grandi centri e quelle di montagna, cosa che valorizzerebbe sul piano pastorale quelle strutture oggi poco utilizzate”.

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