Assenteismo in Comune

“Furbetti del cartellino”: sono 31 le richieste di rinvio a giudizio

18 maggio 2019

Sono 31 le richieste di rinvio a giudizio per i “furbetti del cartellino”. Dopo tre anni l’inchiesta sull’assenteismo in Comune approda in tribunale con i dipendenti coinvolti che compariranno davanti al giudice per l’udienza preliminare. Le accuse vanno dalla truffa alla falsa attestazione di presenza in servizio (doppia timbratura) fino al peculato. L’indagine, iniziata nel giugno 2016 ma venuta a galla un anno dopo con il blitz a Palazzo Mercanti della polizia municipale e della Guardia di Finanza, ebbe vasto eco mediatico soprattutto per il numero degli indagati, ben 50, quasi il 10% dell’organico complessivo dei dipendenti comunali e un ufficio, quello della manutenzione, di fatto azzerato.

Invece che essere in Comune i dipendenti in questione sarebbero stati pizzicati chi in palestra, chi al bar, chi a fare la spesa. La posizione di altri 18 dipendenti è stata invece archiviata qualche mese fa, su richiesta della procura stessa, per fatti ritenuti non penalmente rilevanti, pur essendo stati comunque colpiti da provvedimenti disciplinari. Un dipendente ha ottenuto la messa alla prova, cioè dovrà svolgere un numero di ore di lavoro per il Comune come forma di risarcimento. Mentre un altro, sorpreso dagli investigatori con l’auto di servizio in compagnia di una lucciola minorenne, ha patteggiato una pena di due anni di reclusione per prostituzione minorile e tentata violenza sessuale.

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