Nel 2018

Shock anafilattico: 27 casi, alcuni gravi. Percorsi diagnostici per gli allergici

18 maggio 2019

 

Sono stati 27 i casi di shock anafilattico analizzati nel 2018 dal reparto di Allergologia dell’ospedale di Piacenza. Il periodo in cui gli accessi aumentano è quello primaverile-estivo a causa delle punture degli imenotteri ovvero api, calabroni e vespe. Le reazioni allergiche possono anche risultare fatali.

“Più l’anafilassi, ovvero la reazione allergica, è immediata più il caso è grave. In genere compaiono macchie su tutto il corpo, oppure difficoltà respiratorie o vomito ma anche tutte queste reazioni insieme. Ciò che bisogna fare è chiamare subito il 118” ha dichiarato Silvia Peveri, medico specialista in allergologia. Il soggetto che ha sviluppato una reazione allergica viene incluso in un percorso diagnostico basato sull’immunoterapia che lo protegge in caso di nuova puntura”.
Se il paziente non si sottopone alla terapia aumentano le possibilità di reazioni sempre più gravi a nuove punture di imenotteri. “Chi ha sviluppato l’anafilassi deve sempre portare con sé l’adrenalina che è un farmaco salvavita di emergenza. Sono capitati casi di persone che l’avevano lasciata a casa o in macchina quando sono state nuovamente punte da imenotteri” ha concluso Peveri.

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