Sicurezza in ospedale

Assistenza notturna, il sistema Ki-Ce ha registrato 2.500 persone in tre mesi

6 giugno 2019

 

Familiari, persone di fiducia,badanti, personale di agenzie: sono le persone che trascorrono la notte in ospedale accanto ai malati. Negli ospedali di Piacenza, Castel San Giovanni e Fiorenzuola dal mese di marzo è stato introdotto il software KI-CE che monitora le presenze dalle 20 alle 8. Finora sono state registrate complessivamente 2.487 persone, 356 lavorano per imprese autorizzate. I degenti che più hanno richiesto assistenza (da imprese, familiari e persone di fiducia) erano i ricoverati nei reparti di Ortopedia, Geriatria, Ostetricia, Medicina e Oncologia.
“Il nostro obiettivo – spiega Maria Gamberini, direttore amministrativo Ausl Piacenza – è quello di garantire una sempre maggior sicurezza a chi è ricoverato in reparto durante le ore notturne. In un anno, tra Piacenza e ospedali periferici, possiamo contare diverse migliaia di presenze in questa fascia oraria: sono numeri importanti, soprattutto perché si tratta di persone che si muovono all’interno di un contesto delicato, che merita una particolare attenzione e tranquillità. Il sistema permette, attraverso una rete di totem posizionati in ospedale, di registrare l’identità e la presenza di chi rimane accanto al letto del malato dalle 20.00 alle 8.00. Dobbiamo essere in grado, in qualsiasi momento, di sapere chi si muove nei reparti, a garanzia dei pazienti stessi e anche del personale. È fondamentale per ragioni di sicurezza e tutela della riservatezza. Basti pensare a quali effetti negativi potrebbero avere pratiche non corrette se svolte nei confronti di uno dei ricoverati. Il sistema permette di sapere sempre chi sono le persone presenti in ogni momento”.

Come funziona – Chi vuole effettuare assistenza non sanitaria a un ricoverato durante la notte deve preventivamente rivolgersi al personale del reparto. Attraverso un’etichetta con codice a barre, potrà poi utilizzare una delle postazioni KI-CE per registrarsi e dichiarare la propria presenza. Il software identifica e archivia le generalità della persona. Anche il personale delle agenzie accreditate deve effettuare questa registrazione: in questo caso, oltre ai dati della persona che effettua l’assistenza non sanitaria, compariranno anche le informazioni relative alla società per cui viene effettuato il lavoro. Dopo una fase sperimentale in Ortopedia e traumatologia, il progetto è ufficialmente attivo da marzo, con progressivo coinvolgimento dei reparti a Piacenza e poi anche negli ospedali di Castel San Giovanni e Fiorenzuola.

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