Estratto dna del figlio

Bertuzzi, effettuata l’autopsia. Conferma dell’identità tra dieci giorni

19 giugno 2019

E’ stata effettuata oggi pomeriggio, 19 giugno, l’autopsia sul corpo che era all’interno del camper carbonizzato, trovato sulla Statale 45 all’alba di domenica 16 giugno, di proprietà dello scomparso Gian Paolo Bertuzzi. Occorreranno altri dieci giorni per capire se si tratti dell’artigiano piacentino. I medici legali hanno estratto il dna che dovrà essere comparato con quello del figlio. Escluso un eventuale colpo di scena, in una storia dai tratti ancora oscuri, il cadavere dovrebbe essere del 64enne che il 31 maggio scorso era sparito di casa. L’uomo, quel giorno, aveva telefono alla moglie alle 12.07 per dirle che la giornata andava bene, aveva poi chiamato un cliente per fissare un appuntamento nel pomeriggio ed era andato in banca a ritirare 4mila euro. Dalle 17 in poi il telefono però era rimasto muto e lui non era tornato a casa. La famiglia aveva allertato le forze dell’ordine che, qualche giorno più tardi, avevano trovato l’auto dell’uomo abbandonata nel porto di Ancona con un coltello insanguinato sotto al sedile.

Grazie ai dati del tablet che Bertuzzi aveva con sé i militari lo avevano poi rintracciato in un campeggio a Chieti. Ci era arrivato con un camper acquistato per 1.800 euro a Fano. “Lasciatemi in pace – aveva detto – sono malato e non voglio pesare sulla mia famiglia”. Sembrava perentorio salvo ripensarci e chiamare la moglie nei giorni successivi per rassicurarla: “Torno da te”. Nel viaggio di ritorno però qualcosa è andato storto. Il mezzo su cui viaggiava ha preso fuoco e si è incendiato in una manciata di minuti a 14 chilometri da casa sua, a Settima. Resta da capire se Bertuzzi sia stato colpito da un malore, unica ipotesi che spiegherebbe perché non sia sceso dal camper durante l’incendio.

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