Apicoltori

Gelo e siccità: annata disastrosa per il miele, produzione -70%

12 agosto 2017

Non è solo l’agricoltura da industria a soffrire le conseguenze di una stagione di siccità senza precedenti. Anche le api, che dei campi e delle coltivazioni – con l’impollinazione di fiore in fiore – sono un anello fondamentale, sono i crisi.

A risentirne non è tanto la loro salute fisica – sono infatti in grado di sopperire alla estrema calura degli alveari con sistemi di umidificazione e ventilazione – ma la produzione di miele, che in alcuni casi è calata anche del 70%.

A fronte di una produzione media di 500 tonnellate annue, ripartite tra 350 apicoltori su oltre 10mila alveari – ai quali se ne aggiungono altri 3mila nomadi, cioè di apicoltori provenienti da altre province) la stima per il 2017 si attesta attorno alle 150 tonnellate, circa un terzo.

“La qualità sarà comunque buona – spiega Roberto Pinchetti, presidente degli apicoltori piacentini -, e a garanzia del consumatore c’è il “sigillo miele piacentino” che garantisce il prodotto locale.

“Le cause sono da ricercare nelle avverse condizioni climatiche – ha proseguito Francesco Emanueli, apicoltori professionista piacentino -, che già dall’inverno hanno portato carenza di pioggia e di neve fino al caldo estremo di queste settimane, alle quali si aggiunge una gelata fuori stagione a fine aprile che ha compromesso le fioriture”.

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