Con l’età cambia anche la vacanza e aspettare l’alba non si può più
Bei tempi quando bastavano tenda, zaino e gli amici. Adesso organizzare qualcosa è una “Mission:impossible”
Anna Morando
|2 ore fa

Welcome back! (per I vintage: bentornati!). Ancora non ho capito perché vi abbiano fatto studiare francese a scuola. Diciamolo: i francesi non sono amati dall’italiano medio. Cosa pensavano? Che il mondo avrebbe parlato una lingua articolata che sembra scioglilingua? Rimarrà una delle domande esistenziali della nostra generazione, che tenta oggi, senza molto successo, di farvi pronunciare parole inglesi.
Ma torniamo a noi. Oggi voglio parlare di vacanze.
Perché sì, anche quelle, come tutto, sono cambiate radicalmente.
Ma torniamo a noi. Oggi voglio parlare di vacanze.
Perché sì, anche quelle, come tutto, sono cambiate radicalmente.
Anni fa ci accontentavamo di una tenda, uno zaino e gli amici. Ora gli amici si contano sulle dita di una mano (e c’è chi fa fatica anche in quello), organizzare qualcosa è diventata una delle cose più difficili del mondo : ognuno ha date diverse, periodi diversi, orari diversi, famiglia, chi ha figli, chi vive lontano, chi lavora sempre. Anche solo organizzare un caffè diventa un’impresa degna di Tom Cruise in “Mission: Impossible”. Figuriamoci le vacanze.
Mettere insieme più teste è complicato: c’è chi è rimasto ancora all’epoca degli ostelli, chi vuole rilassarsi in spiaggia tutto il giorno (non so davvero come facciate, dopo due minuti sdraiata al sole, devo iniziare a muovermi. Piuttosto inizio a fare buche nella sabbia con tutti i bambini presenti), chi vuole lidi attrezzati, chi non si porta nemmeno l’ombrellone, chi vuole andare a visitare città, chi vuole viaggiare solo con lo zaino. A un certo punto inizi a pensare che sia meglio andare da soli in vacanza. Almeno fai quello che vuoi senza rotture varie.
Mettere insieme più teste è complicato: c’è chi è rimasto ancora all’epoca degli ostelli, chi vuole rilassarsi in spiaggia tutto il giorno (non so davvero come facciate, dopo due minuti sdraiata al sole, devo iniziare a muovermi. Piuttosto inizio a fare buche nella sabbia con tutti i bambini presenti), chi vuole lidi attrezzati, chi non si porta nemmeno l’ombrellone, chi vuole andare a visitare città, chi vuole viaggiare solo con lo zaino. A un certo punto inizi a pensare che sia meglio andare da soli in vacanza. Almeno fai quello che vuoi senza rotture varie.
La leggenda narra che, dopo il Monopoli, le vacanze con gli amici siano la prima causa di rotture e fine di amicizie storiche.
Anni fa le priorità erano sostanzialmente due: fare festa fino all’alba, fare qualche conoscenza nuova. L’unico obiettivo era andare a dormire quando sorgeva il sole, infatti tornavamo dalle località balneari più bianchi di quando eravamo partiti. Sembravamo dei vampiri.
Ora invece.. non so voi, ma se dormo 2/3 ore per notte altro che coma vigile, mi serve almeno una settimana in rianimazione. Il corpo non risponde più come prima: abbiamo imparato a dosare l’alcol dopo varie sbronze traumatiche, ma il sonno è diventato il nostro tallone d’Achille. Se dormo poco, mi sento in Hangover per almeno due giorni.
Qui arriva l’orda di vintage “alla tua età facevo nottata senza problemi e poi andavo al lavoro!” Oppure “io ho 50 anni e lo faccio ancora adesso!, siete messi male”.
Prima osservazione: come già detto in un recente episodio, il lavoro che facevate voi, non è equiparabile al nostro: siamo costantemente sotto pressione, con scadenze, datori di lavoro che ti cercano a orari serali, ore e ore davanti a un pc che ci frigge la vista e la mente.
Seconda osservazione: se a 50 anni ancora la tua priorità è fare serata, non credo che il problema siamo noi. Personalmente, a quell’età, spero di avere una famiglia da cui stare la sera, e non da abbandonare per andare in qualche locale.
Anni fa le priorità erano sostanzialmente due: fare festa fino all’alba, fare qualche conoscenza nuova. L’unico obiettivo era andare a dormire quando sorgeva il sole, infatti tornavamo dalle località balneari più bianchi di quando eravamo partiti. Sembravamo dei vampiri.
Ora invece.. non so voi, ma se dormo 2/3 ore per notte altro che coma vigile, mi serve almeno una settimana in rianimazione. Il corpo non risponde più come prima: abbiamo imparato a dosare l’alcol dopo varie sbronze traumatiche, ma il sonno è diventato il nostro tallone d’Achille. Se dormo poco, mi sento in Hangover per almeno due giorni.
Qui arriva l’orda di vintage “alla tua età facevo nottata senza problemi e poi andavo al lavoro!” Oppure “io ho 50 anni e lo faccio ancora adesso!, siete messi male”.
Prima osservazione: come già detto in un recente episodio, il lavoro che facevate voi, non è equiparabile al nostro: siamo costantemente sotto pressione, con scadenze, datori di lavoro che ti cercano a orari serali, ore e ore davanti a un pc che ci frigge la vista e la mente.
Seconda osservazione: se a 50 anni ancora la tua priorità è fare serata, non credo che il problema siamo noi. Personalmente, a quell’età, spero di avere una famiglia da cui stare la sera, e non da abbandonare per andare in qualche locale.
E poi sembra che ogni cosa che diciamo venga messa sotto processo.
Se voglio passare la sera sul divano a vedere una serie tv, qualcuno mi spiega che danni causo alla società? Perché io non ne vedo.
A noi millennials piace anche lamentarci un po’. Ma non per avere soluzioni, solo perché lamentarci e mugugnare è insito nel nostro dna. In fondo siamo cresciuti con parenti e genitori che si sono sempre lamentati di qualcosa: lavoro, governo, persone. E a noi è vietato?
Credo che ognuno abbia la sua visione della vita in ogni ambito. E’ giusto esporla, ma senza additare o attaccare nessuno.
Lo stesso vale per le vacanze: abbiamo imparato a fare un po’ quello che vogliamo noi, senza curarci troppo delle opinioni degli altri. E credo sia giusto così: non vorrei mai fare una vacanza facendo cose che non mi piacciono, accontentando tutti e tornare più stanca di prima.
Siamo diventati noi la priorità. E per fortuna aggiungerei!
Quindi: fa quello che ti pare, tanto qualcuno a criticare ci sarà sempre! Ah ultima cosa che vale sia per vintage che per millennials: non far vedere tutto l’album di fotto fatte in vacanza, non frega niente a nessuno! Qualcuno doveva dirlo.
Se voglio passare la sera sul divano a vedere una serie tv, qualcuno mi spiega che danni causo alla società? Perché io non ne vedo.
A noi millennials piace anche lamentarci un po’. Ma non per avere soluzioni, solo perché lamentarci e mugugnare è insito nel nostro dna. In fondo siamo cresciuti con parenti e genitori che si sono sempre lamentati di qualcosa: lavoro, governo, persone. E a noi è vietato?
Credo che ognuno abbia la sua visione della vita in ogni ambito. E’ giusto esporla, ma senza additare o attaccare nessuno.
Lo stesso vale per le vacanze: abbiamo imparato a fare un po’ quello che vogliamo noi, senza curarci troppo delle opinioni degli altri. E credo sia giusto così: non vorrei mai fare una vacanza facendo cose che non mi piacciono, accontentando tutti e tornare più stanca di prima.
Siamo diventati noi la priorità. E per fortuna aggiungerei!
Quindi: fa quello che ti pare, tanto qualcuno a criticare ci sarà sempre! Ah ultima cosa che vale sia per vintage che per millennials: non far vedere tutto l’album di fotto fatte in vacanza, non frega niente a nessuno! Qualcuno doveva dirlo.
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