Dior corre in cabrio tra pizzi, paillettes e sogni “custom”
L’uragano Carpenter trasforma l’Indio in passerella ‘‘Sabrinawood’’. Splendono gli abiti disegnati da Anderson con atmosfere Studio 54
Giulia Marzoli
|20 ore fa

Carpenter fasciata nel mini dress rosso rubino personalizzato e tempestato di paillettes
Non vi mentirò: questa settimana è stata un vero delirio per chiunque provi a parlare di moda. Tra le dimissioni di Stefano Gabbana dalla presidenza di D&G, l’intervista di Vogue alle due “Mirande” (Anna Wintour e Meryl Streep) e la premiere di Euphoria ad Hollywood, sono stata onestamente indecisa fino all’ultimo su cosa scegliere come protagonista di questo pezzo. Ma poi è arrivato il primo weekend di Indio e, beh, ignorare l’uragano Coachella era semplicemente impossibile. E se di uragano si parla, come non nominare la vera star di questa prima kermesse? Negli ultimi giorni chiunque abbia un telefono non ha potuto fare a meno di incappare, volente o nolente, in un video di Sabrina Carpenter. Tra gli headliner del Coachella 2026, il festival è diventato per una sera “Sabrinawood”, con tanto di scritta gigante in stile Hollywood Hills. La popstar ha messo in piedi una vera e propria produzione cinematografica, e il suo guardaroba è stato curato nei minimi dettagli dagli stylist Jared Ellner e Brett Alan Nelson.
L’intero set è stato affidato a Dior e disegnato dallo stesso Jonathan Anderson, con quattro cambi custom che hanno scandito il ritmo della performance. Per l’apertura, un peacoat scarlatto è stato rimosso per svelare un mini-dress rosso rubino coperto di paillettes: la linea drop-waist (a vita bassa) è riuscita a slanciare la silhouette sulla lunghissima passerella centrale. Poi è arrivato l’oro, con un secondo mini abito stile Studio 54 e maniche a sbuffo in chiffon champagne che l’ha resa una moderna Cher; vibes anni ‘70 confermate anche dal set successivo, composto da un top a reggiseno bianco adornato di frange e perline con gonna coordinata. Per il gran finale, prima di sfrecciare scenograficamente a bordo della sua cabriolet, Sabrina ha indossato un body di pizzo con corsetto accompagnato da un coreografico mantello nero, di cui la Maison ha svelato i dettagli più tecnici sui propri canali social. Ma perché tutto questo parlare di abiti custom-made in un festival nato per essere “polveroso”? La scelta di Sabrina è innovativa: è riuscita a elevare il palco a un livello superiore, rendendo l’abito parte integrante dello storytelling, quasi come se stessimo guardando un film.
Inoltre, per un brand come Dior, oggi può essere molto importante, da un punto di vista di marketing, presidiare eventi simili; lo dimostra anche la scelta di vestire l’influencer Hailey Bieber, presente per supportare il marito Justin, protagonista della terza serata. Sotto il palco, dopo diverse edizioni passate sotto traccia, lo stile del festival sembra essere tornato agli antichi splendori. Lo spirito boho è rivissuto in abiti ispirati alla lingerie (molto presente anche il crochet), shorts e l’immancabile tocco western di cinture con fibbie metalliche e giacche oversize scamosciate o di pelle. Se il pubblico ha dimostrato una nuova voglia di unicità, un po’ deludenti invece le celebrity presenti, come Kendall Jenner e Vittoria Ceretti, che hanno scelto la via della praticità chic con look molto rilassati, quasi sottotono, fatti di semplici magliette bianche e shorts in satin con orli in pizzo. La domanda sorge spontanea: meglio la comodità o il coraggio di una mantella in pizzo Dior nel bel mezzo del deserto? Per ora, nel dubbio, noi continuiamo a guardare Sabrina.

