Perché guardiamo gli altri giocare? Forse amiamo la competizione indiretta

Da oltre dieci anni il gaming su YouTube e altre piattaforme macina milioni e milioni di visualizzazioni

Francesco Toniolo
|1 giorno fa
Un videogioco della serie Starcraft
Un videogioco della serie Starcraft
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Perché dovrei guardare della gente che gioca ai videogiochi, quando potrei giocare direttamente io? Ogni volta che si parla di gaming su piattaforme come YouTube e Twitch, prima o poi questa domanda salta fuori e, almeno a un primo impatto, la risposta sembrerebbe scontata: che senso avrebbe privarsi dell’interazione diretta con un videogioco – una delle sue caratteristiche principali, per guardare un altro tizio che sta giocando? Eppure è da più di dieci anni che il gaming su YouTube macina milioni e milioni di visualizzazioni, per cui evidentemente un certo interesse c’è.
Per prima cosa, ci sono tornei e altre forme di competizione legate ai videogiochi. Non sono i contenuti più diffusi, ma sono generalmente i più comprensibili per chi è totalmente estraneo a questo mondo, perché è possibile spiegarlo con un semplice parallelismo: è la stessa differenza che passa tra giocare a calcetto sotto casa e guardare i mondiali. Magari a giocare direttamente ci si diverte di più, ma è bello vedere cosa possono fare dei campioni e fare il tifo per loro. Basta sostituire il calcio con un torneo di Rocket League (o di qualsiasi altro videogioco competitivo) e si comprende l’interesse di certe persone. Ci sono poi anche forme di competizione indiretta, in cui un giocatore non si scontra direttamente con un altro ma tenta di battere un record, che può essere finire un gioco in un tempo molto breve (questa cosa si chiama speedrunning) o persino giocare bendato. Anche qui, si guardano simili performance per apprezzare l’estrema bravura di un altro giocatore e tifare per la riuscita della sua impresa.
Age of Empires
Age of Empires
Tuttavia, questa è solo una piccola parte di questi contenuti video ed è anche comprensibile il fatto che non siano così diffusi: per apprezzarli, bisogna già conoscere piuttosto bene un videogioco. Solo a quel punto si apprezzano tutte le abilità messe in campo dai giocatori professionisti. Se invece una persona non ha mai nemmeno provato un videogioco di strategia, tanto per fare un esempio, i campionati del mondo di Starcraft o di Age of Empires gli risulteranno del tutto incomprensibili e, pertanto, noiosissimi. Non a caso, molti contenuti video seguono una direzione differente: i giocatori non hanno abilità fuori dalla norma, ma attirano il pubblico grazie alla loro simpatia e al loro carisma. Il videogioco diventa allora un pretesto per far emergere la personalità del content creator. Per esempio, agli albori di YouTube, alcuni dei videogiochi che “funzionavano” meglio sulla piattaforma erano gli horror in prima persona, pieni di jumpscares (gli spaventi improvvisi, da salto sulla sedia), perché portavano gli youtuber a reagire in modo esagerato e divertente. Per cui ci si affeziona a un personaggio, solitamente legato a una certa tipologia di videogiochi. Infatti ci sono creator che parlano sempre degli stessi videogiochi per passione, ma a volte lo fanno anche per necessità, perché se cambiano genere il loro pubblico li segue meno.
Non bisogna infine trascurare il valore informativo di questi gameplay online, che svolgono il ruolo di consigli per gli acquisti. Guardare per una decina di minuti un’altra persona che gioca può essere fondamentale per capire se un certo prodotto fa per noi oppure no. In questo caso la personalità dello youtuber non interessa, anzi, si cercano spesso video di solo gameplay, per capire meglio come è fatto un videogioco di cui si sta valutando l’acquisto.
Rocket League
Rocket League
GIOCARE DI CORSA: LO STRANO MONDO DELLE SPEEDRUN
Immaginate di guardare su YouTube il personaggio di un videogioco che rimane fermo per alcuni secondi contro una roccia, poi trapassa il terreno e partono i titoli di coda. Potreste esser finiti per caso sulla registrazione di una speedrun.
Una speedrun è letteralmente una “corsa veloce” ed è un termine utilizzato per coloro che si sfidano nel completare un videogioco nel minor tempo possibile. Per chi è estraneo al mondo dei videogiochi, questa attività potrebbe sembrare molto strana, l’esatto contrario del godimento di un’esperienza, ma per chi prende parte allo speedrunning non c’è dichiarazione d’amore più grande verso un videogioco. Questo perché, per riuscire a scalare le classifiche mondiali, bisogna conoscere ogni millimetro di un videogioco e perfezionare ogni movimento, cosa che si sviluppa nel corso di centinaia, per non dire migliaia, di partite allo stesso titolo. Nel caso dei videogiochi più amati dagli speedrunners si è giunti a un tale livello di ottimizzazione che sembra impossibile poter migliorare ancora, a meno che non si scopra qualche altro trucchetto capace di far guadagnare qualche altro decimo di secondo. È per esempio il caso di Super Mario Bros., l’iconico videogioco Nintendo del 1985, il cui record mondiale di completamento è di 4 minuti, 54 secondi e 415 millesimi di secondo. Un risultato impressionante, che sembra irrealistico per coloro che hanno giocato a Super Mario Bros. senza pensare alle speedrun e all’ottimizzazione estrema che ne consegue. E questo è solo uno dei tanti esempi possibili, visto che tra i grandi classici molto amati dagli speedrunners ci sono anche gli sparatutto Doom e GoldenEye 007, rispettivamente del 1993 e 1997, oltre alla celebre serie Pokémon.
Super Mario Bros.
Super Mario Bros.
Man mano che ci si addentra nel mondo speedrun si scopre un mondo. Fatto per esempio di eventi di beneficienza, in cui vengono organizzate vere e proprie maratone di gioco e si raccolgono donazioni per qualche buona causa. Si scopre anche l’enorme passione dei moderatori di questi gruppi, che passano al setaccio ogni nuovo record a caccia di qualsiasi anomalia che possa rivelare un inganno (nel filmato o nel gioco stesso, visto che qualcuno potrebbe aver modificato il videogioco per alterarne alcuni parametri). Ma soprattutto si scoprono le numerose categorie in cui il mondo speedrun si suddivide. Alcune riguardano la percentuale di completamento, per cui c’è chi punta a finire il gioco nel minor tempo possibile, a prescindere dal risultato, e chi vuole completarlo sempre di corsa, ma al 100%. Ovviamente sono due record diversi e stanno in categorie differenti. Un’altra classica distinzione riguarda l’uso di alcuni glitch, degli “errori” che possono alterare radicalmente il gioco, portandoci magari ai titoli di coda dopo appena dodici secondi.
Diablo II
Diablo II
Un’altra differenza è data dalla lunghezza del gioco, visto che ci sono anche diverse speedrun che non appaiono così “speed” a dispetto del nome, visto che possono durare alcune ore, a volte anche di più. Per esempio, per completare al 100% Baten Kaitos: Le Ali Eterne e l’Oceano Perduto (un gioco di ruolo uscito anni fa su Nintendo GameCube) servono almeno 14 giorni. Anche la casualità incide fortemente, in alcuni videogiochi, soprattutto se presentano mappe generate al momento, oggetti che potrebbero essere lasciati cadere dai nemici e cose del genere, per cui si può ottimizzare la propria giocata ma bisognerà sempre far i conti con ciò che si verifica in una specifica partita. A volte è possibile manipolare questa casualità, facendo per esempio un preciso numero di passi in una certa area di un videogioco Pokémon, ma sono operazioni difficili da attuare e richiedono un enorme studio, oltre a una pratica costante. In altri casi si tenta la soluzione più veloce, sperando nell’aiuto della fortuna. Penso a Diablo II, un videogioco di ruolo pieno di combattimenti, in cui le mappe sono sempre diverse a ogni partita, per cui non è possibile imparare a memoria un percorso. Qui uno speedrunner tenta di seguire la direzione in cui c’è la probabilità maggiore di veder comparire il percorso giusto e, se è stato sfortunato, tenta poi un’altra strada. A volte si può solo sperare. In Alien Isolation (un videogioco legato alla serie di film Alien) il modo con cui appaiono certi nemici può annientare un tentativo dopo oltre mezz’ora di gioco e non c’è alcun modo per prevederlo o contrastarlo. Si può solo fare appello a tenacia e dedizione per tentare e ritentare.
_Toniolo Francesco