Comuni montani, nel Piacentino ne entrano altri sei

Si tratta di Alta Val Tidone, Piozzano, Travo, Gropparello, Lugagnano e Vernasca. Mentre la trattativa a livello nazionale tra il Governo e le Regioni è ancora al palo

Elisa Malacalza
Elisa Malacalza
|8 ore fa
Il municipio di Gropparello, neo entrato tra i Comuni montani
Il municipio di Gropparello, neo entrato tra i Comuni montani
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Sei nuovi comuni montani per la provincia di Piacenza.  Si tratta di Alta Val Tidone, Piozzano, Travo, Gropparello, Lugagnano Val d'Arda e Vernasca.    
La trattativa a livello nazionale tra il Governo e le Regioni è ancora da ring e tutta da fumata nera. Però, intanto, Piacenza si è messa velocemente al riparo dalla livella della legge montagna varata a settembre dal ministro Calderoli: non solo sono salvi i comuni come Marsaglia, Bettola e Gropparello che rischiavano di trovarsi all’improvviso in pianura (ovviamente non fisicamente, ma dal punto di vista di status), annuncia l’assessore regionale alla montagna Davide Baruffi. Ma quei comuni che erano “montani” solo per la Regione, e non per lo Stato, ora rientrano nelle classificazioni nazionali: ed è questo il caso dei 6 nuovi comuni che ora potranno dunque contare non solo su fondi regionali per la montagna ma anche nazionali.
Un bel sospiro di sollievo: secondo quanto era emerso infatti lo scorso autunno, da una prima bozza, potevano essere confermati come montani solo Cerignale, Coli, Ottone, Zerba, Farini, Ferriere e Morfasso. Ma a livello regionale l’intesa ancora manca: «Sulla riclassificazione dei Comuni montani è mancata l’intesa come avevamo ampiamente anticipato», spiega Baruffi al termine della seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ieri mattina a Roma. «Già nei prossimi giorni incontrerò i Comuni montani, sia quelli inclusi che quelli esclusi. Se la legge nazionale esclude, quella regionale resterà inclusiva», garantisce l’assessore. «Dove il Governo toglie risorse agli esclusi, la Regione ripristinerà con propri mezzi l’equilibrio costruito in Emilia-Romagna in questi anni, da Rimini a Piacenza. E questo senza contrapposizione tra crinale e valle. Ma, al contrario, promuoveremo strategie di integrazione, cooperazione e solidarietà. Non a caso, in previsione dei guasti che la legge nazionale avrebbe potuto produrre, già in legge di bilancio 2026/2028 abbiamo aumentato del sessanta per cento le risorse del Fondo montagna regionale e questo ci consentirà di non penalizzare nessun comune». In Emilia-Romagna i Comuni montani erano 99 (121 compresi quelli riconosciuti dalla legge regionale 121), numero che si conferma con alcune variazioni in ingresso e in uscita. Piacenza porta a casa il bottino più sostanzioso: nessuno esce, e 6 entrano.