Carbonoli, 50 anni di scene tra pagina e radio

13 Dicembre 2020 15:17


(ANSA) – ROMA, 13 DIC – “I due entrarono nel cortile di via Rovello e trovarono una porta sbarrata, che abbatterono con una spallata”. Dentro, “una platea abbandonata, con delle poltrone sconnesse, un palcoscenico vuoto con un sipario rosso tirato a metà. Improvvisamente, mentre ci stavamo guardando intorno, da un lucernario un raggio di sole attraversò il palcoscenico e andò a posarsi in un angolo. Era come se si fosse acceso, prodigiosamente, un proiettore e una sapiente lama di luce volesse indicare il palcoscenico, quel palcoscenico”. È così che nel maggio 1947 Paolo Grassi e Giorgio Strehler fondarono il Piccolo Teatro di Milano, destinato a diventare uno dei più importanti palcoscenici italiani ed europei. E’ uno dei tanti racconti che Mauro Carbonoli, al tempo attore, poi tra i più stimati organizzatori e direttori teatrali italiani, ha raccolto in “Anche a dispetto di Amleto. Cinquant’anni di teatro e altro” (ed. Aracne), memoire personale dal quale nasce ora anche uno speciale Radio Techetè, in onda dal 14 al 23 dicembre, alle 9 e poi alle 17, a cura di Silvana Matarazzo. Oltre cinquant’anni di vita e carriera, sullo sfondo di un Paese che passa dalla disperazione del dopoguerra all’ubriacatura ultimi anni del secolo, mentre il teatro abbandona il primato dell’attore per acclamare la figura del regista. Carbonoli, milanese, classe 1929, nel libro e nello speciale ripercorre la sua avventura nelle conversazioni con Silvana Matarazzo, intrecciate ai materiali sonori dagli archivi radiofonici della Rai. Sono gli anni di Giorgio De Lullo, Luchino Visconti, Luigi Squarzina, di Ruggero Ruggeri “considerato il più grande”, l’interprete moderno “contrapposto alla virtuosità del Grande attore che andava tramontando”. Ed ecco la voce di Renzo Ricci, Vittorio Gassman, Memo Benassi, Ugo Tognazzi, le dichiarazioni di intenti di Strehler e Squarzina, i ricordi di attrici indimenticabili come Anna Proclemer e Rossella Falk. (ANSA).

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