Soccorso dal cielo nelle emergenze: pronto a decollare il drone salva-vita

11 Aprile 2022 14:00

Arriverà in Italia nella prima metà di maggio Apteron, il rivoluzionario drone salva-vita costruito secondo le indicazioni  della Società italiana sistema 118 (SIS118).
Ad annunciarlo è la stessa società scientifica, che spiega: “Tutto il prossimo biennio sarà dedicato alla prima fase del progetto di sperimentazione in tema di cardioprotezione aerea e di supporto aereo alla rianimazione avanzata del paziente critico denominato Seuam (Sanitary urban air mobility), che prevede l’invio di droni iperveloci da parte delle Centrali operative 118, teleguidati da remoto da operatori specializzati, sugli scenari ad elevata criticità clinica, come arresto cardiaco, shock emorragico, intossicazioni acuti, eventi non convenzionali, ricerca del paziente in ambienti ostili”.

I droni, saranno in grado di “portare, a seconda delle specifiche necessità cliniche e terapeutiche, defibrillatori automatici, emoderivati (sangue/plasma), farmaci, antidoti, attrezzature ma anche organi da trapiantare e campioni biologici”.
Apteron è stato costruito dalla industria aerospaziale Caltec.

COME SARÀ UTILIZZATO APTERON
L’utilizzo del drone salva-vita è stato spiegato dal suo inventore, Mario Balzanelli, appena confermato presidente nazionale della Società italiana sistema 118.
“Immagini che io, che sono un medico, arrivi sul luogo in cui è avvenuto un incidente automobilistico – ha detto a ilgiornaledellaprotezionecivile.it – e trovi una persona dissanguata. Chiamo la centrale, chiedo di inviarmi sangue gruppo 0Rh- e, dopo tre minuti, ce l’ho a disposizione. Fornendo sangue alla persona gli fornisco del tempo, permettendogli di arrivare, in vita, in sala operatoria. Oppure mettiamo che quella persona necessiti di un antidoto dopo un incidente chimico: ecco, il drone sarà utilizzato per tutte quelle situazioni operative che saranno oggetto di sperimentazione sul campo”.
Balzanelli ha poi rivelato qualche dettaglio sul drone: “È in avanzatissima fase di costruzione e ci stanno lavorando 50 persone, tra loro sette ingegneri. Una specie di missile lanciato a velocità spaventosa. Ce ne saranno di vari tipi: uno più piccolo, per arrivare agevolmente anche nei vicoli e uno più grande. Uno per le emergenze, diciamo, “normali” e uno per le maxi emergenze. A tempo debito chiederemo al ministro della Salute dove partire, faremo decidere a lui. Per ora sono quattro i comuni coinvolti: Taranto, Altomonte (Calabria), Santa Lucia di Serino e Massa di Somma (Campania). Si tratta di una cosa nuova – ha concluso – quindi dovremo ottenere tutte le autorizzazioni al volo da parte di Enac, ma sono fiducioso perché produrremo qualità e salveremo vite per cui credo che alla fine supereremo tutte le obiezioni”.

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