Clint Eastwood e la musica: una lunga storia d’amore

Non ci saranno mai abbastanza parole per descrivere Clint Eastwood. E’ un colosso di Hollywood, un attore e un regista che ha vissuto (alla massima potenza) praticamente sette vite come i gatti. Mentre esce la sua nuova pellicola “Cry Macho”, in cui torna a dirigere se stesso, mi viene voglia di ricordare una delle grandi passioni di Clint, peraltro scaturite in molti suoi  film: la musica.

“Ho sempre amato la musica, soprattutto la musica jazz. Sin da giovane, ho imparato a suonare il pianoforte, che è lo strumento con cui ho più familiarità, ma anche la chitarra, il contrabbasso e la batteria. Sono un divoratore di dischi e concerti – ha raccontato Eastwood in un’intervista -. Negli anni Settanta, quando in California ci fu il movimento hippie e l’ondata di tutto il rock’n’roll, ho sempre preferito ascoltare altri generi. Al di  là dei gusti personali, ho sempre avuto la sensazione che un jazzista faticasse molto più di un rocker e questo ha sempre suscitato in me ammirazione”.

Impossibile, nella sua ampia cinematografia, non ricordare titoli come “Bird” (1988) sulla storia di Charlie Parker. “Ricordo di averlo visto in concerto e di esserne rimasto quasi scioccato. Era carismatico, pazzesco, incredibile” ha detto il regista.
Più recentemente, nel 2014, è uscito “Jersey Boys”; basato sull’omonimo musical che racconta la storia del gruppo di Frankie Valli, The Four Seasons.
Come attore, nel 1982, Eastwood ha interpretato un cantante country ammalato di tubercolosi che deve raggiungere Nashville e lo scenario è quello della Grande depressione degli anni Trenta.

E intanto, dieci anni prima, esordì alla regìa con “Brivido nella notte”, in cui interpretava un conduttore radiofonico alle prese con le attenzioni di un’ammiratrice folle e assassina. Il contesto era la vera casa dove Eastwood abitava a Monterey e, soprattutto, una serie di vinili scelti da lui stesso.
Proseguendo a ritroso, impossibile poi non citare un musicista con cui Clint, sui set dei suoi primi film con Sergio Leone, condivise la gloria: l’immenso Ennio Morricone, a cui molti anni dopo consegnò l’Oscar alla carriera.

Ci sarebbero poi da ricordare altri aspetti della sua vita. Intanto, il fatto che lui si sia talvolta esibito, duettando e frequentando grandi musicisti. Poi, che ha trasmesso l’amore per la musica a Kyle, uno dei suoi otto figli, che è un apprezzato musicista che ha composto alcune colonne sonore per i film del padre. Infine, un aneddoto su di lui tratto dall’autobiografia (un po’ gossippara, per la verità) dell’attrice Sondra Locke, che di Eastwood è stata forse la compagna di vita più importante, anche se alla fine della relazione gli ha rinfacciato di averle fatto girare solo i suoi film, impedendole così di intraprendere una propria carriera. In “The Good, The Bad & The Very Ugly”, quando Sondra racconta il periodo in cui litigavano sostiene che, mentre lei urlava contro l’attore, lui optava per un comportamento zen: per non ascoltarla, si chiudeva in una stanza e ascoltava per ore i suoi album preferiti ad alto volume.
Un perfetto gentiluomo.

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