Come affrontare le inversioni nello Yoga (e nella vita)

Di Paola Miretta 20 Agosto 2021

Attraverso le inversioni (ribaltando, cioè, il nostro corpo), possiamo cambiare la nostra visione del mondo, in maniera letterale, portando la testa giù e i piedi su, e in maniera profonda, modificando la nostra prospettiva e il modello mentale con cui siamo soliti approcciarci alla realtà.

Le inversioni del corpo nello Yoga possono avere differenti obiettivi ed effetti su tutto il nostro corpo, fisico ed energetico. Possono essere brevi, dinamiche, rinvigorenti oppure più statiche e meditative e possedere un valore ristorativo.

Nelle pratiche tradizionali, le inversioni si ritrovano al termine della classe, in sequenze di chiusura, donando spesso una chiave di lettura personale all’intera pratica. In classi intermedie e avanzate possono, però, essere anche collocate nella fase centrale della lezione, come peak poses sfidanti, con cui gli allievi si misurano per testare forza e concentrazione.

Nelle inversioni, si modifica la base di appoggio, passando dai piedi a diverse parti superiori del corpo: mani, dita delle mani, avambracci, testa o anche mento! Questo richiede sicuramente la necessità di sviluppare arm balance, ovvero la capacità di stare in equilibrio sulle braccia. La differenza, però, tra le posizioni di equilibrio sulle braccia e le inversioni sta nel posizionamento del bacino e del cuore, che nelle inversioni si collocano sopra la testa.

 

 

Come superare la paura di andare a testa in giù?

Quando si affronta una posa invertita statica, lo stare a testa in giù suscita reazioni personali, che possono includere paura o disagio. 

Un modo per superare la paura è affrontare l’Asana a piccoli passi, acquisendo forza e consapevolezza. Come diceva B.K.S. Iyengar: “Conosci le tue capacità e migliorale continuamente”. Sicuramente, la pratica delle inversioni richiede la supervisione di un maestro esperto, che consigli le corrette progressioni e contribuisca a evitare infortuni. 

Molte pose invertite dello Yoga non sono semplici e vanno “maneggiate” con cura e attenzione.

Cosa è necessario fare?

  • Assicurarsi di aver svolto un corretto riscaldamento, che includa rinforzo e flessibilità, soprattutto di polsi, spalle, collo, addome, flessori dell’anca, estensori dell’anca.
  • Mantenere il collo (colonna cervicale e muscoli annessi) al sicuro, soprattutto nelle fasi di salita e discesa dall’inversione.
  • Utilizzare props (attrezzi), se necessari, a supporto di salita e discesa, oppure per rendere la permanenza in inversione più confortevole e ristorativa.
  • Incrementare progressivamente il tempo di inversione, sempre prestando attenzione a cosa suggerisce il proprio corpo.

Cosa è sconsigliato?

  • Evitare di praticare l’inversione se non si è sicuri di farcela. La guida di un maestro è indispensabile.
  • Se si hanno problematiche come ipertensione, reflusso gastrico, ernie cervicali, cefalea, le inversioni sono sconsigliate. È possibile, però, praticare inversioni più gentili e ristorative, conservandone tutti i benefici, come Setu Bandha Sarvangasana (il ponte) oppure Viparita Karani.
  • Attenzione in caso di gravidanza e ciclo mestruale. Molte donne si astengono dal praticare le inversioni, come prescritto per altro da diverse scuole di Yoga. In questi casi, occorre sempre ascoltare il proprio corpo e le sue necessità. Il disagio o il malessere sono due segnali che possono dirottare verso Asana più ristorative. Ciò dipende anche dal livello della praticante.

 

I benefici mentali ed emotivi dell’inversione

Quando impariamo le posizioni invertite nello Yoga, sperimentiamo sempre fiducia e pazienza verso noi stessi, verso il nostro corpo, in primis. Agendo sull’equilibrio, ci sfidiamo. Mentre i nostri occhi guardano verso il basso, la nostra muscolatura profonda, soprattutto il Core, viene stimolata ad attivarsi.

Pensa a quante volte usi gli occhi per eseguire gli aggiustamenti delle tue Asana. Nelle posizioni invertite questo non è possibile. Tutto è affidato allo sguardo interiore, ovvero alla capacità di stimolare i nostri sensi interni, produrre il corretto equilibrio e informare il corpo sui micromovimenti da praticare. 

Scendere dalle inversioni oppure cadere ci insegna umiltà. I tentativi molteplici, prima della riuscita, migliorano resistenza e determinazione. Lavorare sulla capacità di stare in equilibrio sulla parte alta, misurandoci con le continue oscillazioni del nostro corpo, ci insegna quanto sia faticoso realizzare l’idea di posa perfetta. Nessuna inversione sarà mai uguale a un’altra.

Tutto questo ci aiuta a crescere nella nostra parte emozionale. I benefici mentali includono un incremento di fiducia in se stessi e lo sviluppo anche di una forma di autoironia, rispetto alle nostre debolezze. Ridere è spesso una reazione che accompagna i molteplici tentativi necessari quando si impara l’inversione. 

 

Benefici fisici 

Diversi studi hanno provato i molteplici benefici delle posizioni invertite su tutto il corpo. Molto più del caffè, le inversioni infondono un’immediata dose di concentrazione e innalzano i livelli energetici, specie durante i cali fisiologici giornalieri. 

Eccone alcuni:

  • Migliorano il sistema circolatorio e linfatico. Le inversioni sono un’ottima soluzione all’ipotensione e possono anche incidere sul rallentamento del battito cardiaco, agevolando naturalmente il trasporto di sangue e ossigeno al cervello. Inoltre, stimolano il sistema linfatico, favorendo la rimozione delle tossine.
  • Offrono benefici al sistema muscolare. Il miglioramento dell’equilibrio, il rilascio delle tensioni sulla colonna vertebrale, il rinforzo di tutti i muscoli stabilizzatori del corpo (specie quelli dell’addome profondo) sono tra i principali benefici delle inversioni nella pratica Yoga. Non da ultimo l’allineamento e la capacità di contrastare la forza di gravità, utile soprattutto nel suo trasferimento in stazione eretta.
  • Incrementano la capacità respiratoria. In inversione, il diaframma – il principale muscolo respiratorio del nostro corpo – si attiva automaticamente, proprio perché lavora contro gravità per creare spazio all’aria in ingresso. La respirazione profonda permette di agire sul sistema parasimpatico (il sistema nervoso del riposo e della digestione), che agisce tranquillizzando mente e corpo. 
  • A testa in giù, anche il sistema endocrino è stimolato: l’ipofisi, infatti, rilascia ormoni che agiscono da antidepressivi naturali, infondendo un immediato senso di benessere.
  • Le inversioni, inoltre, agiscono da agenti di ringiovanimento, stimolando la produzione del collagene e di ormoni anti-aging.

Ora non ti resta che provarle!

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