Scarpette rosse

Cosa succedeva prima del Me Too: “Bombshell” e “The Loudest voice”

3 giugno 2020 - Barbara Belzini

Il racconto degli abusi, di potere e sessuali, da parte dell’establishment cinematografico, è una delle grandi narrazioni contemporanee, che ha portato alla creazione del movimento Me Too, alimentato dalle testimonianze (ed evidenze) da centinaia di attrici. Lo sappiamo tutti, l’ondata di rivelazioni (e denunce) è partita nell’ottobre 2017, e ha travolto per primo il tycoon Harvey Weinstein, fondatore della Miramax con il fratello Bob (Weinstein è stato condannato a scontare 23 anni di carcere per stupro e violenza sessuale l’11 marzo di quest’anno).
Altri personaggi del mondo del cinema che sono stati travolti da scandali simili (tutte storie complesse, tutte molto diverse) sono Kevin Spacey, Roman Polanski, Casey Affleck, Bill Cosby. Ma non è una storia di cronaca, questa, è una storia di spettacolo che attinge dalla cronaca. È la storia, messa a tacere con dollari sonanti, degli abusi sessuali di Roger Ailes, presidente e CEO del canale televisivo Fox News della Fox di Rupert Murdoch: repubblicano di ferro, Ailes era stato consulente delle campagne di comunicazione di Richard Nixon, Ronald Reagan, George H. W. Bush, Allies e fu chiamato da Murdoch nel 1996 per creare un canale tv “alternativo”, che nel giro di pochi anni diventò una voce di enorme ascolto e impatto, e che contribuì in maniera decisiva all’elezione di Donald Trump, amico personale di Allies (ad oggi, quattro anni dopo la morte di Ailes, il legame tra Murdoch e Trump si è ulteriormente rafforzato e Fox News di fatto ha un’identità schiacciata sulle opinioni dell’attuale presidente).
Nel 2016, una delle conduttrici più popolari di Fox News, Gretchen Carlson, citò Ailes per abusi sessuali e nel giro di pochi mesi molte altre giornaliste della Fox, tra le quali la potente Megyn Kelly, a loro volta raccontarono le molestie alle quali erano state sottoposte negli anni.
Oggi questa storia è cinema e televisione: è “Bombshell”, il film di Jay Roach uscito direttamente in streaming e disponibile su Amazon Prime ed è “The Loudest Voice”, una miniserie uscita in Italia su Sky Atlantic.
Il film ha una sceneggiatura originale, la serie è tratta dal romanzo di Gabriel Sherman, uscito nel 2014 e intitolato “The Loudest Voice in the Room: How the Brilliant, Bombastic Roger Ailes Built Fox News – and Divided a Country”.
“Bombshell” ha a disposizione tre attrici molto note, trainato da una Charlize Theron scintillante (anche produttrice del film), si concentra sulla storia della denuncia della Carlson, interpretato da Nicole Kidman che invece appare abbastanza opaca, della reazione di Megyn Kelly e dell’orrore vissuto dal personaggio-simbolo di Margot Robbie, completamente inventato.
“The Loudest Voice” al contrario punta tutto su uno strepitoso Russell Crowe (vincitore del Golden Globe per questa interpretazione), appesantito e invecchiato dal trucco, ributtante come “Jabba the Hutt” e racconta la stessa storia ma con più tempo e più spazio, offrendo spazio al ruolo decisivo di Ailes e di Fox nel dettare la linea della narrazione sull’11 settembre e sulla successiva guerra all’Iraq e un’attenzione fondamentale ai personaggi secondari: la serie si apre al racconto delle pressioni e dei soprusi perpetrati da Ailes su Joe Lindsey, un giovane giornalista assunto per ricoprire il ruolo di direttore del giornale di Garrison, il sobborgo di New York dove Allies ha fatto costruire una enorme villa con bunker sotterraneo, e dell’incubo della giovane Laurie Luhn, braccata fino a essere trascinata sull’orlo del collasso mentale.

“Bombshell” è un film già visto, un manifesto striminzito del racconto delle donne vittime di molestia, “The Loudest voice” è un ritratto a tutto tondo di cosa possa significare la parola “abuso” nella gestione del potere a tutti i livelli.

TRAILER BOMBSHELL

 

TRAILER THE LOUDEST VOICE

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