Equinozio di primavera e Yoga

Di Paola Miretta 18 Marzo 2022

Ovunque tu sia in questo momento, proprio in questo momento, qualsiasi cosa tu stia pensando o sentendo, sappi che è sempre in divenire. Tra poco quello che pensi, percepisci e senti sarà già un’altra cosa. Qualcosa di nuovo.

La primavera è un’opportunità di rinnovamento e rinascita. I semi piantati durante l’inverno rinascono partecipando così all’infinito ciclo di crescita e cambiamento. La primavera ci ricorda anche che non possiamo rinascere se non sperimentiamo una sorta di morte, attraverso l’eliminazione di vecchi schemi, abitudini e credenze obsolete. Quando riconosciamo che ogni momento è un’opportunità per rinascere, è qui, nell’adesso, che possiamo sperimentare la pura gioia della consapevolezza del momento presente.

Nell’emisfero settentrionale il 20 marzo, l’equinozio di primavera, è stato onorato per migliaia di anni come una celebrazione della vita e della fertilità; un momento per trovare equilibrio tra yin e yang e come un’occasione di “pulizia” dell’energia stagnante che è stata immagazzinata nei lunghi, bui e freddi mesi invernali.

Questa sequenza yoga è progettata per facilitare questo risveglio; raccogliere e attingere energia dall’interno per poi rilasciarla esteriormente come una piantagione metaforica di semi.

➡️ Posizione della Sedia “Fluttuante” (Shakti Utkatasana)

Nella mitologia indù, Shakti è descritta come energia cosmica primordiale, che rappresenta le forze dinamiche che si muovono in tutto l’universo. In questa variante dell’Asana originale della sedia (Utkatasana), l’attenzione è rivolta al cosmo, e poi al futuro e al passato, potenziandoci nel presente.

Dalla posizione della Montagna (Tadasana), inspira, porta le braccia sopra la testa e premi insieme i palmi delle mani, quindi espira per spostare il peso sui talloni e sederti in una posizione di sedia. Esplora la sensazione del coccige che si allunga verso il basso, mentre le mani e lo sguardo raggiungono il cielo, coniugando queste potenti forze opposte: la terra e l’aria. Inspirando, abbassa i palmi fino all’altezza delle spalle, guardando le punte dei pollici. Inspira, poi espira per aprire il braccio destro verso l’esterno. Tieni i fianchi allineati e guarda la spalla destra, il tuo passato. Fai un respiro profondo e poi espira per riportare la mano destra a congiungersi con la sinistra. Inspira per restituire entrambe le palme premute verso il cielo. Ripeti tutto sul lato sinistro.

➡️ Luna crescente con braccia a Cactus (Anjaneyasana)

Da Chair Pose, con i palmi premuti insieme sopra la testa, porta il piede sinistro in una posizione di affondo, mantieni il tallone posteriore sollevato. Il ginocchio destro rimane allineato sopra la caviglia destra, in leggera spinta avanti. Seguendo gli stessi movimenti di prima, abbassa i palmi all’altezza delle spalle, quindi apri il palmo destro verso dietro, prima di portarlo avanti per incontrare di nuovo il palmo sinistro. Non essere timida/o nel fare il suono dell’applauso con le braccia. Da qui, apri il cuore e il petto e assumi con le braccia la posizione di cactus, con i gomiti flessi a circa 90 gradi, in linea con le spalle. Espira e inspira per riportare i palmi uniti insieme sopra la testa.
Ripeti tutto, portando il piede destro dietro.

➡️ Posizione della Dea (Kaliasana)

Kali è la dea indù della morte, spesso associata alla sessualità e alla fertilità. È anche considerata una figura matriarcale. Possiamo lavorare con l’energia di Kali nell’Equinozio per onorare gli infiniti cicli di vita e morte, incarnando la natura della dualità. Con i palmi premuti sopra la testa e le gambe in posizione di affondo a mezzaluna, inspira per raddrizzare la gamba anteriore e girare tutte e dieci le dita dei piedi in modo che siano verso l’esterno. Da una posizione ampia e con i talloni appena leggermente intraruotati, espira per affondare in uno squat profondo, con le cosce parallele a terra e le ginocchia a 90 gradi. Inspira per stendere entrambe le gambe ed espira per scendere. Ripeti fino a quattro volte. Le braccia sono aperte con il gomito in linea con il polso flesso, i palmi delle mani ruotati verso l’alto.

➡️ Da piegamento profondo in avanti (Prasarita Padottanasana) ad affondo laterale (Skandiasana)

La chiave per raggiungere l’armonia all’interno di questo movimento è trovare un equilibrio tra sforzo e comodità. Mantenendo la stessa posizione ampia e le stesse gambe dritte, porta le mani ai fianchi e fletti le anche portando il busto in avanti, appoggia la punta delle dita a terra con le braccia tese. La colonna è neutra. Inspira, allungandoti dalla vita ed estendendo la colonna della testa alla coda, quindi espira per abbassare il busto in avanti e rilassati. Respira profondamente qui, poi cammina con le mani verso sinistra, piegando il ginocchio sinistro per sederti sul tallone sinistro. La gamba destra rimane dritta nel frattempo, con le dita dei piedi che si flettono verso il cielo. Facoltativo: aggiungi il braccio destro sopra la testa, entrando in un affondo laterale completo. In questa posizione permetti uno scambio energetico tra le dita e il terreno fertile, usando ogni inspirazione per creare più lunghezza e ogni espirazione per rilasciare tensione. Alla prossima espirazione, rilascia la punta del dito sinistro verso la terra e raddrizza entrambe le gambe, tornando nella posizione a gambe divaricate e con la colonna vertebrale neutra.

➡️ Posizione della Piramide (Parsvottanasana)

Dalla posizione a gambe larghe, cammina con le mani a destra per iniziare da questo lato. Inspira per lasciare che i fianchi cadano e si pieghino verso il ginocchio destro, solleva il petto e porta lo sguardo al cielo, quindi espira per stendere entrambe le gambe. Ancora una volta, inspira per piegare il ginocchio anteriore; espira per raddrizzare entrambe le gambe e flettere il busto in avanti, lasciando che la testa sia pesante e il collo rilassato. Ripeti fino a quattro volte per sprigionare una sensazione di rilascio profondo dell’anca destra e un leggero allungamento della parte anteriore della coscia sinistra (lo psoas).

➡️ Posizione della Pinza (Uttanasana)

Per completare la sequenza su questo lato, fai un passo avanti verso l’alto per unire le gambe. Inspira per guardare avanti con una colonna vertebrale lunghissima. Espira per chinarti in avanti e dentro, mantenendo le ginocchia leggermente piegate, senti attivazione del Core, qui la schiena non è eccessivamente rotonda. Lascia che la testa sia pesante e il collo rilassato, ottenendo uno sforzo minimo. Ripeti fino a quattro volte, prima di mettere le mani sui fianchi. Inspira, aprendo il cuore per tornare in piedi. Ristabilisci radicamento nella posizione della Montagna. Ripeti questi movimenti dall’altra parte del corpo.

 

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