Fitness ai tempi del Coronavirus. Le tendenze del 2021

Di Paola Miretta 12 Marzo 2021

Che il mondo del fitness fosse in cambiamento ed evoluzione, lo sapevamo (e vedevamo) anche prima di questo evento eccezionale. L’avvento della pandemia da COVID-19 ha sicuramente accelerato tendenze già in atto nel settore. Come la nascita e il consolidamento di piccole realtà (studi e “boutique”), incentrate sul benessere olistico, un minor numero di utenti e una maggiore qualità sia per le discipline proposte sia per la cura della persona, centri iperspecializzati e rivolti a nicchie specifiche (dalla Pole Dance agli allenamenti aerei), luoghi e box di cross training e allenamento funzionale, diversi rispetto alla palestra tradizionale. Sempre più, quest’ultima è e sarà orientata a diventare “palestra sanitaria”, con uno spiccato risvolto sociale, volto alla prevenzione e alla tutela della salute, accogliendo al suo interno servizi medici, fisioterapici e di consulenza nutrizionale.

La stagione 2020-2021 ha visto nascere e consolidarsi nuovi approcci di tendenza legati anche alla (purtroppo) costante presenza del COVID-19 nella vita di tutti. La chiusura dei luoghi tradizionali deputati al movimento (palestre, piscine, centri sportivi) ha costretto trainer e sportivi a reinventarsi, a trovare il modo di allenare e allenarsi, vincendo la monotonia e creando opzioni varie e flessibili.

 

Il fitness diventa virtuale e la casa la nuova palestra 

Soprattutto durante il primo lockdown, in Italia e in Europa, si è sviluppato il trend (già attivo negli States) delle lezioni fitness a distanza, via streaming oppure on demand. Si è fatto di necessità virtù: grandi catene, palestre, singoli trainer hanno utilizzato la rete e i Social come loro luoghi virtuali per mantenere i clienti e acquisirne di nuovi. Tutto è diventato globale ed “esserci” è diventato un must. I Social e le piattaforme di virtual meeting sono stati e sono, tuttora, la migliore vetrina per proporre le proprie lezioni sia collettive sia in modalità personal. Le case sono diventate delle piccole palestre o dei piccoli centri pilates. App dedicate al fitness e tecnologie ad hoc, insieme a sistemi di monitoraggio digitale (smartwatch, in primis) rappresentano una grande risorsa per allenarsi, progredire e fare community, abbattendo barriere spaziali e temporali. È diventato possibile davvero allenarsi ovunque e in qualsiasi momento, scandendo così il ritmo di una giornata passata tra le mura domestiche.

 

Home fitness: pro e contro

Durante questa pandemia, si è registrato l’aumento delle vendite di attrezzatura per l’home fitness. C’è chi si è costruito una vera piccola palestra personale. Tappetini, pesetti, cavigliere, elastici, kettlebell, Pilates Props, Yoga Props: i materiali più versatili ed economici. Allenarsi in casa ha i suoi vantaggi: si è al sicuro, si risparmia tempo e denaro, ci si organizza meglio con le nuove esigenze lavorative (legate allo SmartWorking) e famigliari (i figli spesso a casa da scuola). C’è chi si è allenato di più e ha sfruttato un’offerta più flessibile per riscoprire o scoprire il movimento, organizzandosi con lezioni on demand oppure App e programmi personalizzati, fruibili veramente a ogni ora. Le lezioni Live con i propri trainer hanno rappresentato per molte persone un appuntamento quotidiano di socialità surrogata ma presente, antidepressiva e stimolante, rompendo la noia e agendo da antiansia.

Tra i contro… l’aumento dell’inattività generale è un dato di fatto: a casa manca il coinvolgimento, la socialità e la correzione diretta di un esperto. Manca la motivazione del gruppo e del confronto faccia a faccia, il cameratismo e la competizione, tipica dello sport. Allenarsi nello stesso ambiente in cui si vive e si lavora per molti è psicologicamente poco sostenibile e alienante. Per molti lo spazio a disposizione è poco e condiviso. Il fai da te, se non supportato da esperti, può essere pericoloso.

La moda sportiva di quest’anno, però, non è il semplice prodotto di un mondo digitale in cui le informazioni viaggiano sempre più rapide e gli influencer più seguiti dettano legge.

 

La riscoperta dell’outdoor

Di fronte alle limitazioni legate agli spazi chiusi, alla necessità di rimanere nelle proprie abitazioni (trasformate in luogo di lavoro per i più) per lungo tempo, lo spazio aperto è una soluzione appetibile e a basso rischio. Sempre più si sono riscoperte attività come la camminata, la corsa, la bicicletta. Tra gli sport che vanno per la maggiore, per grandi e piccoli, ci sono il tennis, il Padel (che sta spopolando), l’equitazione. Tutti rigorosamente all’aperto, dove è più semplice rispettare le norme di distanziamento e di prevenzione. I grandi centri sportivi e le palestre hanno attrezzato o stanno attrezzando spazi privati open air e, complice la primavera, offriranno una nuova opportunità ai propri clienti, che potranno tornare ad allenarsi, in sicurezza. In attesa della tanto agognata riapertura.

Oltre alle aree rurali, i parchi urbani sono e saranno dei luoghi di movimento e non solo di relax. Fare attività all’aperto diventa davvero un bisogno: respirare aria fresca, esporsi alla luce, tornare a percepire spazi ampi, recuperare il contatto con la natura (anche se urbanizzata) sono tra le tante ragioni che rendono lo spazio esterno appetibile e la location ideale per allenarsi. Le belle giornate sono un ottimo antidepressivo e ci spingono a superare la pigrizia invernale.

 

Focus sulla Salute

Se finora i motori propulsori del settore sono state discipline incentrate prevalentemente sulla forza, sulla velocità e sull’esercizio fisico portato all’estremo, oggi il focus è sulla salute: approcci più olistici, che considerano la persona nella sua totalità. È un sondaggio a confermarlo: il Fitness in times of Corona, presentato dalla German Industry Association for Fitness and Health (DIFG). Lo studio mette in luce le crescenti esigenze legate alle misure di prevenzione e protezione: gran parte della popolazione che in quarantena ha optato per camminate, corse e allenamenti all’aperto, predilige gli spazi outdoor o, in alternativa, esige l’adozione di misure di igiene e sanificazione rigorose in luoghi chiusi. Si fa anche largo l’idea dello sport come vero e proprio strumento di prevenzione contro il virus: più nello specifico, di potenziamento del sistema immunitario. Da qui, l’idea di palestra come struttura orientata alla salute, ma anche di sport aziendale, ossia di una maggiore attenzione da parte dei datori di lavoro al benessere dei dipendenti.

 

Le discipline

Tra le discipline più forti è da annoverare lo Yoga, specie nella sua versione ristorativa e terapeutica, adatto a tutti, come modo per prendere coscienza di sé, utile per canalizzare ansia e depressione. Gli approcci olistici e fusion prediligono sempre questa connessione tra corpo, mente e spirito. Accanto a questo, vanno per la maggiore gli allenamenti metabolici intervallati (HIIT, Tabata e derivati), finalizzati al dimagrimento, e il Kombat, un ottimo lavoro cardio e un buon rimedio contro lo stress.

 

 

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