I benefici dell’Aquafitness

Di Paola Miretta 21 Maggio 2021

Con la riapertura delle piscine e l’avvento della bella stagione, l’Aquafitness è una delle attività più richieste e dagli indubbi benefici.

Si tratta del trasferimento in acqua dei principi dell’Aerobica classica, per come la conosciamo fuori dall’acqua: l’Aquafitness si ispira di più al fitness terrestre che al nuoto. Si svolge prevalentemente in gruppo, con i partecipanti immersi in acqua. L’acqua può essere bassa, media o alta. In quest’ultimo caso, molto adatto allo scarico articolare, i piedi non toccano il fondo e sono spesso necessarie delle cinture galleggianti che aiutino a mantenere il corpo in sospensione.

 

Nelle lezioni di Aquafitness il corpo è per di più verticale. Nonostante si tratti di un lavoro cardiovascolare, Aquafitness è sempre anche un’attività di condizionamento muscolare, perché sfrutta la resistenza dell’acqua come “risorsa” di potenziamento ma senza sovraccarico articolare.

 

Nel corso del tempo sono stati ideati protocolli diversi:

➡️ AquaAerobics e AquaZumba, vere e proprie discipline coreografiche in acqua. Si propongono ai partecipanti coreografie a tempo di musica, su brani divertenti e conosciuti. Molto spesso sono degli adattamenti di pezzi che si propongono nelle classi di Aerobica o di Zumba, tenendo conto del fisiologico rallentamento del movimento in acqua.

 

➡️ Interval Training. Anche in acqua si possono svolgere allenamenti intervallati come HIIT e Tabata, che abbinano fasi veloci a fasi di recupero più o meno attivo, oppure esercizi spiccatamente cardio a esercizi di condizionamento, usando anche galleggianti e resistenze (maniglie, noodles, cavigliere…). Questi allenamenti richiedono sempre l’uso di un cronometro per un calcolo preciso degli intervalli di lavoro e quelli di recupero oppure tra gli intervalli più aerobici e quelli più di condizionamento.

 

➡️ AquaKombat, ispirata agli sport di combattimento. Offre ai partecipanti sequenze che combinano calci e pugni. Al posto del sacco, l’acqua garantirà una resistenza meno traumatica ma efficace. Al posto dei guanti, delle apposite maniglie permetteranno un buon condizionamento degli arti superiori.

 

➡️ AquaBike e Treadmill sono la trasposizione acquatica dell’indoor cycling e del walking, con l’uso di apposite attrezzature (bici e tappeti), immerse in acqua. Anche qui la costruzione delle attrezzature è pensata per utilizzare la resistenza dell’acqua come resistenza da vincere.

 

Le varianti sul tema sono tantissime e altrettanti i marchi commerciali che hanno proposto programmi di allenamento e attrezzature di supporto: da AquaPole, che utilizza il palo della PoleDance, a Reaxing, che ha ideato vere e proprie piattaforme galleggianti per sfidare equilibrio, sfruttando l’instabilità data dal mezzo acquatico. AquaPilates e AquaYoga sono attività più tranquille, a metà tra il fitness e il recovery, e necessitano di acqua con una temperatura più alta.

 

In ogni caso, allenarsi in acqua sfrutta alcuni principi fondamentali:

🔸 l’azione dell’acqua come resistenza che coinvolge e interessa tutto il corpo;

🔸 l’azione sul Core per stabilità ed equilibrio, necessari per destreggiarsi in un fluido;

🔸 lo scarico articolare, dato dall’assenza di peso.

 

I benefici sono davvero molti:

🔸 linfodrenaggio dato dall’azione massaggiante dell’acqua, ideale per chi ha problemi circolatori (soprattutto agli arti inferiori) o soffre di ritenzione idrica e cellulite;

🔸 lavoro cardiovascolare a media intensità, adatto anche a chi è poco condizionato;

🔸 l’assenza di gravità consente anche a chi è sovrappeso o soffre di problemi articolari di fare movimento;

🔸 adatta come recupero post-allenamento, defaticante e drenante.

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