I grandi titoli del Bobbio Film Festival 2022

Di Barbara Belzini 23 Luglio 2022


PROGRAMMONE del Bobbio Film Festival che torna in edizione completa con un parterre di ospiti eccezionale e dal 30 luglio al 10 agosto la Fondazione Fare Cinema presieduta da Marco Bellocchio e diretta da Paola Pedrazzini ha messo in fila una girandola di registi e attori. Il programma completo con tutti in nomi lo trovate qui, ma ci tenevo a farvi fare un giro sui titoli, che sono sempre quelli di cui si parla meno.


“Diabolik” dei Manetti Bros. è un’immersione spiazzante nel fumetto delle sorelle Giussani, un pezzo di cinema raffinatissimo che abbraccia, più che omaggiare, il fumetto degli anni ’60: tra inquadrature fisse, split screen, chiaroscuri preziosi, citazioni del cinema di Alfred Hitchcock e di Friedrich Wilhelm Murnau (Diabolik è un vampiro!), atmosfere del cinema di genere degli anni ’70, il film incornicia l’incontro tra il criminale ed Eva Kant e l’inizio di una relazione che nasce da un tentativo di furto. Eva ha un passato, Diabolik anche, e in poche sequenze si capisce come tra questi due personaggi ci sia una grande sintonia e un profondo rispetto, che si allarga all’eterno antagonista, l’ispettore Ginko, l’unico che può provare ad anticipare le mosse del ladro. E’ tutto giusto qui, i tempi lenti fatti per guardarsi intorno nelle tavole che ti passano davanti agli occhi, il focus sui dettagli di design in un’ambientazione curatissima, le battute corte, i tre interpreti principali Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea: è un salto triplo quello dei Manetti dalla fantasia pop e musicale di “Ammore e Malavita” a questo film rigoroso e elegantissimo come la sua Eva Kant. Si è parlato tanto di rispetto per il fumetto originale: ma oltre il rispetto c’è l’amore per il bello.

 

Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia “Il bambino nascosto” di Roberto Andò, ci mostra Gabriele Santoro (Silvio Orlando), ex bambino prodigio ora insegnante di pianoforte al Conservatorio e la sua routine quotidiana in un quartiere popolare di Napoli. Una mattina, un bambino di dieci anni che abita al piano di sopra si insinua nel suo appartamento e vi si nasconde, aprendo progressivamente una breccia nel cuore di un uomo che da anni viveva nascondendosi da qualunque relazione affettiva. Tratto da un libro dello stesso Andò, e da lui sceneggiato e diretto, “Il bambino nascosto” è un film secco e convincente, dai toni bassi e dall’impianto semi teatrale, ambientato quasi in unico spazio, dove la vita si guarda dalla finestra, dai pertugi, dalle soglie, dove i due protagonisti mescolano due solitudini poco rumorose che nascondono oceani di sentimenti, paura, diffidenza, giudizio e pregiudizio, costruite in due contesti familiari molto diversi ma ugualmente ostili. Un film gentile circondato di musica e letteratura, sullo sfondo di una Napoli che per una volta non grida.

Di “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo, titolo rivelazione della Mostra del Cinema di Venezia, avevamo già parlato qui, mentre siamo contenti che abbia trovato spazio un titolo come “Settembre”, esordio alla regia della sceneggiatrice Giulia Steigerwalt (autrice di “Marilyn ha gli occhi neri”, “Croce e Delizia” di Simone Godano, e de “Il campione” di Leonardo D’Agostini), che racconta tre storie di incontri che si incrociano. Settembre come metafora, il mese della rinascita, per un film che racconta il cambiamento, la scoperta e la riscoperta con un gruppo di attori centrati che portano avanti un copione gestito con molto garbo.

Ci sarà Tornatore in persona, ed è un colpaccio, a presentare “Ennio”, rivelazione del botteghino della stagione 2021/2022. Il compositore, scomparso nel 2020 dopo una lunghissima carriera e una altrettanto imponente collezione di premi, come l’Oscar alla carriera del 2007 e quello per la colonna sonora di “Hateful Eight” di Quentin Tarantino o la stella sulla Walk of Fame di Hollywood, Pardi, Leoni, Globi, Grolle, Grammy, si racconta in una lunga conversazione con il regista siciliano, amico di una vita. Enorme sperimentatore, oltre alle colonne sonore che tutti ricordiamo, Morricone ha fatto di tutto, ha suonato la tromba, composto o arrangiato canzoni pop famosissime (memorabile la ricostruzione delle tante versioni di “In ginocchio da te” fatta da Gianni Morandi) come “Abbronzatissima”, “Se telefonando”, “Il mondo”, “Sapore di sale”. Intorno a lui, Bernardo Bertolucci, Giuliano Montaldo, Marco Bellocchio, Dario Argento, i Taviani, Carlo Verdone, Oliver Stone, Quentin Tarantino, Clint Eastwood, Bruce Springsteen, tutti a canticchiare le musiche di Morricone, tanto che il film, ha raccontato Tornatore, “sembra quasi una commedia musicale”.

 

 

Ha tratti surreali “Io e Spotty”, la commedia di Cosimo Gomez prodotta dai Manetti Bros., che mette in scena uno sguardo sul mondo giovane decisamente originale: A Bologna, la venticinquenne Eva è una studentessa di legge fuorisede e fuoricorso, che non riesce più a dare esami e soffre di attacchi di panico. Per non gravare troppo sulla madre lontana, cerca un nuovo lavoro come dog sitter e le risponde Matteo, giovane animatore di cartoni animati. Il ragazzo la invita a casa sua per prendersi cura del cane Spotty.

È un titolo poco noto ma assolutamente imperdibile “Piccolo corpo” di Laura Samani, uno degli sguardi nuovi più interessanti del nuovo cinema italiano. Presentato alla 60a Semaine de la Critique al Festival di Cannes 2021 e nella selezione ufficiale del 39.Torino Film Festival, il film, ambientato in una piccola isola del nord est italiano, in un inverno agli inizi del ‘900, racconta il viaggio fisico e spirituale della giovane Agata, che ha subito un grave lutto, e vuole gestirlo a modo suo.

Non manca la miniserie di Marco Bellocchio “Esterno Notte”, che avevamo annunciato qui prima della proiezione ufficiale a Cannes https://www.liberta.it/blog/esterno-notte-di-marco-bellocchio-a-cannes/ e il titolo di cui si è discusso di più in quest’anno cinematografico, “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, altro grande nome che sarà presente a Bobbio per dialogare con il pubblico.
Chiude Giorgio Diritti, con il suo “Volevo Nascondermi” e con un nuovo lavoro inedito, il cortometraggio “In famiglia” girato durante la scorsa edizione di Fare Cinema.
Il Bobbio Film Festival, organizzato da Fondazione Fare Cinema con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, MIC, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bobbio, è un patrimonio a nostra disposizione.
Buona visione.

 

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