I Kosha: al di là del corpo fisico

Di Paola Miretta 03 Giugno 2022

I cinque Kosha, per la fisiologia yogica, sono degli involucri o guaine che rivestono, strato dopo strato, l’Atman, ovvero la nostra essenza spirituale.

La nostra energia, secondo questa teoria, sarebbe quindi custodita all’interno di questi involucri interconnessi, che a loro volta compongono i 3 corpi: il corpo fisico, quello astrale e quello causale. Uno dei primi testi a fornire testimonianza di questi concetti è la Taittiriya Upanishad.

Quando iniziamo a esplorare i kosha, noteremo che essi descrivono un viaggio interiore, dalla periferia del corpo all’essenza stessa di ciò che siamo.

1. Corpo fisico
Iniziamo dallo strato più esterno, il corpo fisico (organi, ossa, tessuto muscolare e pelle), noto come annamaya kosha nello yoga. Anna significa “cibo” o “materia fisica” e maya significa “fatto di”. Il primo Kosha è quello a noi più famigliare e descrive l’esperienza del nostro corpo materiale.

2. Corpo energetico
Rivestito dallo strato fisico, il corpo energetico è chiamato pranamaya kosha ed è composto dal prana, l’energia vitale sottile del corpo, ben conosciuta dalla medicina tradizionale cinese. La forza che vivifica ogni atomo, cellula, organo e sistema corporeo, il prana coordina ogni attività fisiologica, dal pompaggio del cuore all’eliminazione delle scorie. Squilibri o blocchi all’interno di questo corpo energetico influenzano notevolmente la funzione generale del corpo fisico. Inoltre, l’energia sottile del corpo influenza lo stato della mente, che è il livello successivo del sé. Il prana è strettamente correlato al respiro: ricevi prana dall’aria che respiri. Quando il tuo respiro è superficiale e sporadico, anche il tuo prana è irregolare. L’energia pranica instabile provoca l’agitazione della mente e mette in disequilibrio i vari sistemi del corpo. Con il respiro profondo e consapevole, il prana diventa più stabile, la mente si calma e tutti i sistemi del corpo funzionano in modo più ottimale. Se vuoi approfondire il lavoro sull’energia vitale, avvicinati alle pratiche di respirazione yogica conosciute come pranayama, che aumentano e regolano il prana nel corpo.

3. Corpo mentale
Il terzo strato corrisponde alla tua mente, alle tue emozioni e al tuo sistema nervoso, espressi come flussi di pensieri, sentimenti e sensazioni, ed è conosciuto come manomaya kosha, da manas, che significa “mente” o “processi di pensiero”. Molti di noi hanno una manomaya kosha iperattivo, che interferisce con il nostro sistema nervoso e si manifesta attraverso le nostre emozioni. Lo yoga aiuta a calmare la mente e a lenire il nostro sistema nervoso, permettendo di recuperare dagli effetti dello stress e della fatica a cui è sottoposto il terzo kosha quotidianamente. Il tuo corpo mentale è anche il luogo in cui si sperimentano i cinque sensi. È la guaina che ci permette di ricevere, assorbire ed elaborare input dal mondo che ci circonda, governando le nostre risposte e riflessi automatici. Quando metti il pilota automatico e ti allontani, stai utilizzando il tuo manomaya kosha.

4. Corpo saggio
Sui primi tre kosha si lavora con la pratica dello yoga. Coordinare il respiro con il movimento ti porta a essere presente sul tappetino, sincronizzando i tuoi corpi fisici, energetici e mentali. Tuttavia, il livello successivo, il tuo corpo saggio, richiede un po’ più di consapevolezza interiore, che necessita tempo per essere coltivata. Sotto il flusso costante di pensieri, sentimenti e sensazioni (l’elaborazione, il pensiero e la mente reattiva), si trova una conoscenza interiore e un’intelligenza superiore, che è chiamata vijnanamaya kosha, da vijnana, o “intelletto”. La tua intuizione, coscienza e gli aspetti riflessivi della tua coscienza fanno tutti parte del tuo corpo saggio. Qui sviluppi la tua consapevolezza e una visione più profonda della natura di chi sei e di come ti relazioni con il mondo che ti circonda. La pratica dello yoga aiuta a calmare il corpo mentale, in modo che il corpo saggio possa essere ascoltato e inizi a guidare l’azione. Un modo semplice per iniziare a lavorare con il tuo vijnanamaya kosha è prestare attenzione a qualsiasi sensazione o impulso che si manifesta internamente durante la pratica. Ad esempio, dopo la posa del ponte o una backbend, una volta che sei di nuovo sul tappetino, chiudi gli occhi, percepisci le sensazioni che si verificano all’interno di te e prendi coscienza del tuo battito cardiaco.

5. Corpo di beatitudine
Lo strato più profondo del nostro essere è il nucleo della nostra esistenza, noto come anandamaya kosha, da ananda, che significa “beatitudine”. Spesso definito come il tuo sé o spirito più elevato, il tuo corpo di beatitudine è il luogo in cui sperimenti la libertà, l’ampiezza e la gioia illimitate della tua vera natura. La connessione con questo kosha è come tornare a casa. Si sperimenta un senso di pace durante il quale il tempo cessa di esistere e la tua coscienza si espande oltre i limiti del tuo corpo. Sebbene la maggior parte delle persone non sia nemmeno consapevole di questo aspetto del proprio essere, è probabile che tu abbia avuto scorci del tuo anandamaya kosha nel corso della tua vita. Tenendo in braccio il tuo bambino appena nato o guardando negli occhi il tuo amore, potresti aver sperimentato la consapevolezza cosciente e la beatitudine del tuo corpo radioso. Potresti anche sentirlo mentre ti perdi in un dipinto, una poesia, un film, una storia o una canzone, o anche mentre tieni un discorso o ti esibisci in una performance. Ti immergi dentro e fuori dal tuo corpo di beatitudine quando insegni e pratichi yoga. Senza dover coinvolgere la mente pensante, saggezza, indicazioni e intuizioni fuoriescono da te e quindici minuti possono passare in un batter d’occhio.

Integrazione dei cinque corpi
Tutti e cinque i livelli del sé sono interconnessi e dipendenti l’uno dall’altro. Se il corpo è teso, il respiro è superficiale, la mente è irritata e la saggezza e la gioia sono assenti. Se c’è una disconnessione dallo spirito, che indica un debole corpo di beatitudine, c’è disarmonia in tutti gli strati. D’altra parte, quando sei perfettamente in sintonia con il tuo corpo di beatitudine, gioia e pace permeano tutti gli aspetti della tua vita. La pratica e l’applicazione filosofica dello yoga nella vita quotidiana aiutano a portare tutti i kosha – corpo, respiro, mente, saggezza e spirito – in armonia, promuovendo la salute generale e operando verso l’autorealizzazione e l’assoluta pienezza dell’essere.

 

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