Pronto in tavola

Il bargnolino: il liquore piacentino per veri intenditori

5 novembre 2020 - Debora Saccardi

Se passate a Piacenza, non potete non assaggiare il famoso bargnolino. Che cos’è? Una bevanda alcolica e sciropposa, usata a fine pasto come digestivo.

Il bargnolino  o come lo chiamiamo in dialetto piacentino, bargnolein, è il liquore che si prepara usando i bargnoli o prugnoli, che sono le bacche della pianta conosciuta anche come prugnolo selvatico.

Il prugnolo è un arbusto spinoso che cresce spontaneo nei boschi, quindi se volete preparare il vostro bargnolino, non vi resta che immergervi nel silenzio della natura, avvolti dai colori tipici dell’autunno. Infatti i prugnoli  o susine selvatiche, si raccolgono in pieno periodo autunnale, per la precisione nel mese di ottobre e dopo la prima brina o gelata.

Le bacche sono di colore viola scuro e hanno un gusto aspro.

 

Curiosità

Le bacche del bargnolino contengono tannini e flavonoidi, pectina, vitamina C e hanno proprietà digestive, depurative e astringenti.

Possono essere usate in infusione in acqua calda per un decotto ma anche per realizzare confetture con aggiunta di mele o pere, ideali per accompagnare arrosti di carne, bolliti, formaggi erboranti e stagionati a pasta dura o semidura.

 

La ricetta

Va fatta una premessa: ogni famiglia ha la sua ricetta, che viene tramandata di generazione in generazione. Fortunatamente è una delle preparazioni che nonostante il passare del tempo, non è stata dimenticata. Mi raccomando però, bevete responsabilmente. Il bargnolino è comunque un superalcolico e va consumato con moderazione. Per intenderci un bicchierino da digestivo (che solitamente corrisponde 40 ml) è sufficiente ad assaporare gusto e aroma di questo liquore.

 

Ingredienti Quantità
Bargnoli (o prugnoli) Kg 1
Alcool per la produzione di infusi e liquori a 90° L 1
Zucchero semolato G 300
Per lo sciroppo
Vino rosso tipo Gutturnio Ml 750
Acqua Ml 250
Zucchero semolato G 300

 

 

Procedimento

Lavare e asciugare i bargnoli.

Sistemarli in un vaso o piccola damigiana con collo largo e coprirli con l’alcool.

Far riposare l’infusione per 50 gg, agitando il contenuto all’interno del vaso, due volte al giorno, mattina e sera.

Filtrare l’infuso e tenere le bacche.

Sistemare di nuovo l’infuso nel vaso e preparare lo sciroppo.

In una casseruola riunire il vino, l’acqua e lo zucchero e farli cuocere fino a quando non avranno raggiunti una consistenza sciropposa. Lo sciroppo deve risultare semi denso.

Farlo raffreddare e mettere in infusione nello sciroppo i bargnoli tenuti da parte.

Lasciare in infusione per altri 3 giorni.

Filtrare lo sciroppo e unirlo all’infuso di alcool.  Agitarli bene.

Il bargnolino è pronto per essere imbottigliato e pronto all’uso.

 

Consigli della chef

Una volta imbottigliato il bargnolino, potete assaggiarlo subito ma vi consiglio di farlo maturare in bottiglia per almeno un mese. Più invecchi, più migliora! Gli intenditori lo lasciano in bottiglia anche 12 mesi.

Potete sostituire il vino rosso con il vino bianco e aromatizzare lo sciroppo con chiodi di garofano.

Lo sciroppo potete realizzarlo usando solo il vino, in questo caso aumentate la sua quantità a 1l.

 

Per altre ricette consultate il sito liberta.it

 

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