Joseph Pilates: la nascita di un metodo

Di Paola Miretta 22 Aprile 2022

Joseph Hubertus Pilates nacque il 9 dicembre 1883 a Mönchengladbach, in Germania. Suo padre era un ginnasta di origine greca e sua madre una naturopata tedesca, a supporto del marito nella gestione della palestra di famiglia. La combinazione della filosofia curativa della madre e delle performance fisiche del padre ha influito profondamente sull’idea che Joseph aveva del movimento, da subito insignito nella mente del giovane di un obiettivo preventivo e terapeutico.
Tuttavia, è stata la sua infanzia tedesca, di bambino piccolo e malato, che ha plasmato il suo destino di pioniere della salute attraverso l’esercizio fisico.
Affetto da asma, rachitismo e febbre reumatica, il giovane Joseph è stato per diversi anni vittima di bullismo da parte di bambini più grandi. Ha anche perso la vista completa dall’occhio sinistro, all’età di 5 anni, dopo essere stato colpito da una pietra brandita da un bullo.
Mentre molti si sarebbero scoraggiati, Pilates si è approcciato alla pesistica. Ha iniziato a “ricostruire” il suo corpo attraverso bodybuilding, wrestling, yoga, ginnastica, sci, boxe e arti marziali. Anche suo fratello Federico, praticava l’autodifesa.


A 14 anni, aveva costruito un fisico quasi simile ad Adonis e aspirava a essere un modello per le carte anatomiche.
A vent’anni, Joseph Pilates aveva studiato e tratto ispirazione dalle pratiche orientali e dal buddismo Zen. Rimase anche affascinato dalla versione greca dell’uomo perfetto nello sviluppo e nell’equilibrio del corpo, della mente e dello spirito.
Pilates era convinto che lo stile di vita moderno fosse una minaccia al mantenimento di quell’equilibrio e al raggiungimento del benessere fisico e mentale. Quindi, ideò una serie di esercizi fisici vigorosi per correggere gli squilibri muscolari e migliorare la postura, la coordinazione, l’equilibrio, la forza e la flessibilità. Questi, insieme alla tecnica respiratoria, formeranno la base del suo metodo.
Nel 1912, Joseph si trasferì in Inghilterra per migliorare la sua tecnica di boxeur; lavorò al circo e presso una palestra come istruttore di difesa personale (fu l’insegnante dei detective di Scotland Yard).
Nel 1914, essendo diventato una stella circense, viaggiò per tutta l’Inghilterra insieme al fratello, esibendosi in numeri acrobatici, dove pareva “una statua greca vivente”, tale e quale a Eugen Sandow, considerato il padre del culturismo in quegli anni.
Arrivato a Lancaster, e con l’inizio della Prima Guerra Mondiale, Joseph fu internato in un campo di concentramento a causa della sua nazionalità tedesca. Da allora, si impegnò ad addestrare gli internati con lezioni di lotta e difesa personale in modo da migliorarne lo stato psico-fisico: iniziò a ideare una serie di esercizi destinati a essere fatti in uno spazio ridotto e limitato; iniziò a sviluppare il suo metodo “Il Metodo Pilates”.

Successivamente venne trasferito in un altro campo nell’Isola di Man, dove lavorò come barelliere in un ospedale e, quindi, incominciò a trattare i feriti di guerra. Visto che a causa del loro stato di salute molti malati non potevano alzarsi dal letto, Joseph montò un sistema di molle sui letti dei pazienti, i quali appoggiando le estremità sulle molle riuscivano ad esercitarsi e allenarsi anche da sdraiati. Anche durante la grande epidemia influenzale del 1918, non morì un solo prigioniero sotto le sue cure.
Finita la guerra, ritornò in Germania. Gli venne riconosciuto il buon lavoro effettuato con gli internati del campo di concentramento e gli venne offerto di seguire l’addestramento autodifensivo della polizia militare di Amburgo. Oltre a questo impiego, ritornato in Germania, iniziò ad avere clienti privati come il ballerino e teorico della danza Rudolf Laban, che integrò nelle sue teorie alcune tecniche di Pilates, o Mary Wigman, una famosa ballerina e coreografa che introdusse alcuni degli esercizi del Metodo Pilates come riscaldamento nelle sue lezioni di danza.

Infine, in questi anni, si dedicò anche alla riabilitazione dei reduci di guerra, per i quali installò delle corde alle estremità di un letto in modo da immobilizzarne gli arti e successivamente aggiunse delle carrucole (fu l’origine di due macchine da allenamento Pilates: Cadillac e Reformer).

Joseph Pilates divenne molto famoso anche tra i medici poiché, con il suo metodo, otteneva una riabilitazione dei pazienti più rapida e integrale e soprattutto al di fuori delle strutture ospedaliere. Per la sua notorietà e per l’efficacia del suo metodo, tra il 1923 e il 1926, Joseph fu invitato a curare la preparazione del nuovo esercito tedesco, ma rinunciò all’incarico poiché non condivideva gli ideali politici dell’imminente nazismo.
Successivamente a questa decisione decise di espatriare e migrare negli Stati Uniti.
Sulla nave che lo portava negli States, Joseph Pilates conobbe una donna di nome Clara, maestra in una scuola per l’infanzia, che diventerà la sua seconda moglie (non si hanno notizie della prima).
Nel 1926, Joseph e Clara aprirono, al numero 939 della Eighth Avenue di Manhattan (New York), uno studio per permettere l’analisi e l’applicazione del Metodo Pilates. Nello studio, Joseph, supportato dalla moglie Clara, che gli dedicò tutta la vita, iniziò a lavorare con gli strumenti e le macchine da lui ideati per la riabilitazione (Cadillac e Reformer) e ne creò di altri come la Silla Wunda e il Barrel. Tutte le macchine vennero fabbricate in legno d’acero dal fratello Fred, che era diventato un carpentiere.

Il suo studio divenne subito popolare tra coreografi e ballerini, anche perché all’interno dello stesso edificio c’erano scuole di danza e sale prove. In particolare, il New York City Ballet condivideva l’indirizzo dell’Eighth Avenue con il Body Contrology Studio di Joseph.
Il suo metodo aiutava i ballerini a migliorare la loro tecnica e a recuperare più velocemente dalle lesioni derivate da allenamenti intensivi, tant’è che era diffuso tra le compagnie di danza il detto: “Go to Joe”, in caso di infortunio professionale. Lo studio di Joe iniziò ad essere frequentato da coreografi famosi come Ruth St. Denis, Ted Shawn, Jerome Robbins, George Balanchine e Martha Graham e altre persone famose come l’attore José Ferrer o lo scrittore Christopher Isherwood. Inoltre, coreografe come Hanna Holm inserirono gli esercizi di Pilates nelle loro lezioni di danza.

 

Nel 1934, insieme all’editore Judd Robins pubblicò “Your health: a corrective system of exercising that revolutionizes the entire field of physical education (La tua salute: un sistema di esercizi correttivi che rivoluziona il campo dell’Educazione Fisica)”: un piccolo libro di appena sessanta pagine nel quale, con un linguaggio semplice, Joseph descriveva la sua filosofia di vita, la sua teoria sulla salute, sull’igiene e sull’esercizio fisico.

Tra il 1931 e il 1951, Pilates e Clara parteciparono al festival della danza Jacob’s Pillow, sulle montagne del Berkshire, in Massachusetts. In questo contesto si avvicinarono alla società borghese americana, diffondendo il Metodo Pilates anche tra i non professionisti e infoltendo un pubblico di possibili consumatori. Grazie all’interesse dell’America per la forma fisica, gli insegnamenti di Pilates iniziarono a raggiungere un mercato più ampio. Joseph operò a New York come insegnante di successo dal 1926 al 1966.

Joseph Pilates scrisse anche due libri. Il suo primo libro, “Your Health:A Corrective System of Exercising that Revolutionizes the Entire Field of Physical Education”, fu pubblicato nel 1934. Si trattava di un piccolo libro (di circa 64 pagine), in cui racchiuse le sue teorie e i suoi principi sul fitness e dove, per la prima volta, formalizzò la sua idea di corpo equilibrato.
Questo libro racchiude, in effetti, le sue osservazioni e conclusioni sull’approccio, pionieristico e rivoluzionario per l’epoca, alla forma fisica. Con alle spalle decenni di studio scientifico, sperimentazione e ricerca pratica, Pilates conosceva la varietà di problemi e malattie che possono sconvolgere l’equilibrio tra corpo e mente. In questo primo scritto, è autore di affermazioni straordinarie, tra cui la democrazia del movimento, l’idea cioè che tutti potessero beneficiare degli effetti positivi del suo metodo sulla salute.
Nel 1945, insieme a William J. Miller e Judd Robbins, Pilates pubblicò “Return to life through contrology”, un manuale di circa 84 pagine nel quale si illustrano i principi fondamentali del Pilates e i suoi 34 esercizi basilari, gli unici codificati nero su bianco dallo stesso Joseph. Si tratta di esercizi a corpo libero (Matwork). I restanti che si conoscono, con o senza attrezzi (se ne contano circa 700, incluse le varianti), sono stati codificati postumi con l’aiuto di Clara e dei discepoli di Joseph, ovvero la prima generazione di insegnanti del metodo.

“Contrologia” era il nome che Pilates diede al suo metodo, che riflette la sua fede nell’importanza del controllo della mente sul corpo. “È la mente stessa che costruisce il corpo. Il Metodo Pilates ti insegna ad avere il controllo del tuo corpo e non essere alla sua mercé”.

In questo secondo libro, Pilates delineò anche l’approccio efficace e duraturo alla salute di tutto il corpo, che è una delle tendenze di fitness in più rapida crescita al mondo. La parola “Contrologia” è volta a incoraggiare l’uso della mente per controllare i muscoli: questo include prestare la dovuta attenzione ai muscoli posturali e al Core (Power House), che aiutano a mantenere il corpo equilibrato e fornire supporto alla colonna vertebrale.

Allora, cos’è esattamente Pilates? Sappiamo ciò che non è.
Dalle stesse parole di Joseph: “La contrologia non è un sistema di esercizi casuali progettati per gonfiare i muscoli.” È un regime di esercizio e respirazione che “sviluppa il corpo in modo uniforme, corregge la postura, ripristina la vitalità, rinvigorisce la mente ed eleva lo spirito”.
Per Joseph Pilates, tra mente e corpo sussiste un legame indissolubile. “La forma fisica è il primo requisito della felicità”. Questo principio è la base del metodo Pilates, che è un programma di esercizi specifici e controllati, volti a stimolare mente e corpo, con la mente che controlla i muscoli – non il contrario. “Idealmente i nostri muscoli dovrebbero obbedire alla nostra volontà” perché “è la mente stessa che modella il corpo.”
Il focus di Pilates è che ciò che conta non è tanto quello che fai, ma piuttosto come lo fai. Pilates non è aerobica: richiede un’intensa concentrazione e attenzione alla postura, ai muscoli del Core e alla respirazione. Si tratta di lavorare in modo più intelligente, non più difficile, dove la precisione è tutto.
Come ha detto Joseph Pilates, “alcuni movimenti ben progettati, correttamente eseguiti in una sequenza bilanciata, valgono come ore di calistenia bruta o contorsionismo forzato”.
La colonna vertebrale, per Joseph Pilates, era la chiave di forma fisica, e per estensione, di benessere emotivo e psicologico. Una volta disse: “Un uomo è giovane quanto la sua colonna vertebrale”.
L’allineamento neutro della colonna vertebrale è essenziale e Pilates sviluppa i muscoli profondi della schiena e dell’addome per sostenere la colonna stessa al fine di promuovere una migliore postura. “Se la colonna vertebrale è rigida a 30 anni, sei vecchio. Se è flessibile a 60 anni, sei giovane.”
Insieme agli esercizi per rinforzare il Core, Pilates aiuta a dare enfasi al respiro. “Respirare è il primo atto della vita e anche l’ultimo”. La nostra stessa vita dipende da questo.
Il suo metodo insegna varie tecniche di respirazione per migliorare il rilassamento, abbassare la pressione sanguigna e attivare muscoli specifici che aiutano a migliorare la postura. Pilates diceva: “è tragicamente deplorevole contemplare milioni di persone che non hanno mai imparato l’arte della respirazione corretta”.
Forse uno degli aspetti più notevoli della filosofia di Joseph Pilates è che nasce come risposta diretta alla vita della prima metà del XX secolo – un’età d’oro dell’attività fisica rispetto allo stile di vita sempre più sedentario del XXI secolo, dominato dai dispositivi elettronici.
Joseph Pilates morì il 9 ottobre 1967, all’età di 84 anni. Per tutta la vita, mantenne un fisico invidiabile, anche da anziano. Sua moglie, Clara Pilates, continuò a insegnare e gestire il suo studio per altri 10 anni fino alla sua morte, nel 1977.
L’eredità di Pilates ha continuato a vivere per molti anni grazie ai ‘Pilates Elders’, la prima generazione dei suoi studenti diretti. Clara contribuì a trasmettere il metodo agli studenti anziani, che usarono e padroneggiarono le sue tecniche prima di aprire i loro studi e diffondere il Metodo Pilates nel mondo.

 

Storia di Joseph Pilates

 

By Rael Isakowitz

 

By Lolita San Miguel

 

Joseph Pilates at Jacob’s Pillow

© Copyright 2022 Editoriale Libertà