La commedia che fa ridere: Finale a sorpresa

Di Barbara Belzini 10 Settembre 2022

Mentre aspettiamo che arrivino in sala Il Leone d’oro e gli altri film premiati a Venezia 79, è arrivata su Sky una commedia che era in concorso lo scorso anno e che mi è rimasta negli occhi.
Si intuisce facilmente che da vera regina del dramma io mi avvicino sempre alla commedia con il mento in avanti come Patrizia di Gomorra sfidandola mentalmente “Dai adesso vediamo se mi fai ridere”. E invece “Finale a sorpresa”, firmata a quattro mani dai registi argentini Mariano Cohn e Gastón Duprat, è un vero divertissement sul cinema e decisamente mi fa ridere.
Del resto Cohn e Duprat SANNO SCRIVERE, una cosa che ormai possiamo dire di quattro o cinque nomi sul pianeta (un altro di questi nomi è Martin McDonagh, il regista di “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” che ha appena portato a Venezia un film sorprendente come “The Banshees of Inisherin”) e lo sanno fare anche usando il registro drammatico, come avevano dimostrato ne “Il cittadino illustre”, un lavoro finissimo grazie al quale Oscar Martínez aveva portato a casa la Coppa Volpi nel 2016 (un riconoscimento prestigioso che crea un delizioso corto circuito in questo film).
Ma non divaghiamo: nel film, un anziano uomo d’affari miliardario alla ricerca di riconoscimento e prestigio sociale decide di produrre un film che lasci il segno: gli suggeriscono di ingaggiare la regista d’avanguardia Lola Cuevas (Penélope Cruz) e due attori di enorme talento, ma con un ego ancora più grande: la star di Hollywood Félix Rivero (Antonio Banderas) e Iván Torres, illustre interprete del teatro radical (Oscar Martínez comes back). Sono entrambi delle leggende, ma non si sopportano.

Attraverso una serie di sfide sempre più eccentriche lanciate da Lola, Felix e Iván devono confrontarsi non solo l’un l’altro, ma anche con il loro lascito artistico. Oltre alla sceneggiatura di ferro, qui ci sono tre grandi attori completamente a proprio agio ai quali, per una volta, si chiede di rincorrere e a gratificare il proprio narcisismo estetico e intellettuale.


“Finale a sorpresa” è un film che fa il funerale al cinema nel momento stesso in cui ci restituisce un motivo perfetto per andare al cinema e se non lo avete visto al cinema lo potete recuperare sulla piattaforma che ucciderà il cinema. Andate ad aprire la porta a quel senso di colpa, fatelo sedere vicino a voi sul divano, almeno starà comodo e potrete guardare insieme Penélope Cruz, che avrebbe tranquillamente potuto vincere la Coppa Volpi per questo film piuttosto che per “Madres Paralelas” di Pedro Almodóvar, Penélope Cruz che titolo dopo titolo consolida il suo ruolo da icona LGBTQ+, Penélope Cruz che nel nuovo film di Emanuele Crialese “L’immensità” è Raffaella Carrà, Penélope Cruz dea del grande schermo, Penélope Cruz liberaci dal male e riportaci in sala.

© Copyright 2022 Editoriale Libertà