La grande musica e la spiritualità di George Harrison rivivono 50 anni dopo

Se siete beatlesiani, probabilmente ve ne siete già accorti, ma io ho trascorso gli ultimi giorni ad ascoltare, studiandolo con calma e attenzione, la nuova edizione del capolavoro di George Harrison, All Things Must Pass, per la Universal.
Ora, è vero che con le varie edizioni super-extra Deluxe di ormai quasi tutti i capolavori della musica rock, nelle nostre librerie praticamente non ci sta più nulla, e che i costi sono sempre molto alti. Ma in questo caso, sul serio, posso garantirvi la qualità del prodotto. Non solo, ovviamente, per la bellezza struggente, stupefacente etc. etc. del triplo originale. E lì, grazie George che ci hai messo di tuo, magari con qualche buon amico come Bob Dylan. Ma anche perché, a dispetto della sua genialità, rispetto all’impronta mastodontica di Phil Spector, il suono qui è molto ripulito e puro – ovviamente, anche grazie all’ultima tecnologia – come da desiderio dello stesso George, prima di morire. Il Wall of Sound fu una grande invenzione, ma è come un ostacolo datato per le belle canzoni, specialmente per quelle che possiedono l’anima delle preghiere.

Diamo alcune notizie pratiche. All Things Must Pass potete acquistarlo in più edizioni,  fisiche e digitali, inclusi 5Lp o 3Cd Deluxe Edition, che oltre all’album originale comprendono outtake e jam in studio. E questa è Grande Bellezza per i collezionisti.
In più, c’è anche un doppio Cd, triplo Lp in vinile nero da 180 grammi e un’edizione  limitata in 3 Lp  in vinile colorato (scommetto che il mio caro amico beatlesiano Alberto Dosi ce li ha già).

Insomma, anche se a decidere c’è da farsi venire il mal di testa, rinunciando a un nuovo paio di scarpe autunnali, ne vale la pena. Sentite come Dhani Harrison (sopra, in foto), figlio di George e a sua volta musicista che si è occupato di questa produzione, presenta il cofanetto: “Dall’uscita del mix stereo del brano che dà il titolo all’album e pubblicato nel 2020 in occasione del suo 50° anniversario, il mio caro amico Paul Hicks e io abbiamo continuato a scavare tra montagne di nastri per ripristinare e presentare il resto di questo nuovo remix e edizione ampliata dell’album, che ora potete vedere e ascoltare.  Portare una maggiore nitidezza sonora a questo disco è sempre stato uno dei desideri di mio padre ed era qualcosa su cui stavamo lavorando insieme fino alla sua morte nel 2001. Ora, 20 anni dopo, con l’aiuto delle nuove tecnologie e del lavoro di Paul, abbiamo realizzato questo desiderio e vi presentiamo questa versione speciale del 50° anniversario di quella che probabilmente è la sua più grande opera d’arte”.

Lunga vita allo spirito e alla musica del mio adorato George Harrison. Ci ha ribadito una lezione eterna: “Ogni cosa se ne deve andare”. Ma lo ha fatto con una musica che non morirà mai.

 

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