La rossa Scarlet Rivera e il suono di un violino che affascinò Bob Dylan

There’s some people that
You don’t forget
Even though you’ve only seen’m
One time or two

Forse, anzi sicuramente, “I’ll remember you” (da “Empire Burlesque”, 1985) non è stata scritta per Scarlet Rivera. Ma potrebbe calzarle a pennello, e viceversa. Perché ci sono incontri, intimi e musicali, che hanno segnato una svolta definitiva per molte ragazze.
Scarlet Rivera è una di quelle.
A testimoniare la sua relazione con Bob Dylan ci sono tutte le canzoni degli album,  nonché il documentario, della Rolling Thunder Review. E qui bisognerebbe soffermarsi per un lunghissimo tempo, probabilmente scriverci una trilogia, di certo non un blog.
Ma ci faremo bastare l’omaggio che Scarlet, ancora rossissima come i suoni tzigani del suo violino, cinquant’anni dopo rende a Bob e che s’intitola “Dylan Dreams”.
Per chi ancora non lo sapesse – pochi, spero – in questi giorni Rivera è in tour in  Italia, dove si esibisce con l’ottimo Andrea Parodi Zabala, oltre che, all’occorrenza, con un parterre mozzafiato di songwriter (grazie allo zampino di Buscadero e Dino Dall’Aglio): Tim Grimm, Lowell Levinger, Chris Buhalis, Alex “Kid” Gariazzo, Riccardo Maccabruni, Inge Andersen, Paolo Ercoli, AngieThom Chacon ed Eric Andersen (mica briciole…), tra gli altri.
E questa sera, se vi trovate nei pressi del Teatro Saltimbanco di Santeramo in Colle, non perdetevi il suo concerto. Parola di chi l’ha appena vista, circondata dai cantautori e da un gruppo di musicisti  formidabili, in quel di Fontanellato (Parma) qualche sera fa.
A Piacenza mai, mi raccomando…

Ed anche se al momento il tour, partito da Milano, sta girando il Sud, la tappa finale è prevista alla biblioteca di Verano Brianza (in provincia di Como), il prossimo 24 maggio.

La presenza di Scarlet in uno degli album più belli tra gli album più belli di sempre, “Desire” di Bob Dylan, ha fatto da apripista all’inclusione di altri suonatori di strumenti ad arco nella musica rock. Ed è pure bello – concedetemi – che sia stata una donna a farlo. Una donna bella e brava – sì, entrambe le opzioni sono possibili – che, probabilmente, ha dato lo scossone finale al matrimonio di Dylan con Sara.
Questo, effettivamente, fu un vero peccato – ma ogni peccato, si sa, in casa Dylan è seguito da album zeppi di grandi canzoni. E poi, al suo posto, avremmo fatto la stessa cosa.

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