Perché vedere il mondo a testa in giù 

Di Paola Miretta 30 Aprile 2021

L’inversione ha un’origine millenaria. Gli antichi Yogi la praticavano abitualmente appendendosi con un filo sotto al mento. Lo scopo principale di stare a testa in giù è depurare il corpo: a testa in giù i nostri organi si “strizzano”, rilasciano tossine, si ripristinano la circolazione sanguigna e linfatica, si dà stimolo al sistema digerente. L’inversione rientra anche in un percorso profondo di riequilibrio energetico. È parte integrante dell’addestramento dei monaci Shaolin, che credono che sia necessaria per riappacificare yin e yang, l’unico modo per mantenersi ancorati al momento presente.

Lo Yoga inserisce l’inversione nella pratica quotidiana. Ma non sempre è semplice realizzarla, per mancanza di forza e talvolta coraggio. Esiste, però, una tecnica che la rende praticabile e accessibile potenzialmente a tutti, ovvero AntiGravity Fitness & Yoga, un Fusion che unisce l’arte aerea alla ginnastica, passando per il Pilates e lo Yoga (per il 60%). 

Ideata dal geniale Christopher Harrison, coreografo e visionario statunitense, si è diffusa in USA negli anni ‘90 e in Europa una decina di anni fa, incarnando gli ideali del Suspension Fitness, ovvero del fitness in sospensione. 

Si basa sulla distribuzione del peso del corpo tra il pavimento e amache di tessuto, ancorate al soffitto, che permettono in maniera sicura (reggono fino a 500 kg) di sperimentare l’inversione del corpo (piedi su, testa giù), una pratica antichissima dai benefici indiscussi.

Il primo tra tutti è la decompressione della colonna vertebrale: in inversione, le nostre vertebre si distanziano, guadagnando spazio tra una e l’altra. La garanzia ufficiale dell’inventore di AntiGravity è che al termine di una lezione si è tutti più alti di 2/3 cm. Questo beneficio è effettivo, anche se non cumulativo. Garantire spazio intervertebrale significa preservare la nostra colonna. Più la nostra colonna è giovane, più siamo giovani! 

I benefici sono, poi, innumerevoli: refresh linfatico e circolatorio, incremento di mobilità articolare, ringiovanimento della pelle del viso, neuroplasticity, stimolo del pensiero creativo. I benefici non si limitano all’aspetto fisico, ma coinvolgono anche la sfera mentale. Come dice Christopher Harrison: “Open Up. be Free! Quando crei spazio nel tuo corpo, crei spazio nella tua mente”. È stato scientificamente provato che in inversione il nostro cervello è stimolato nella sua neuroplasticity, ovvero nella capacità di trovare soluzioni alternative ai problemi quotidiani, battere strade inesplorate del pensiero creativo, abbracciare la novità.

Questa attività si adatta davvero a tutti, dai bambini agli anziani: tutti possono sperimentare il movimento pluridimensionale di AntiGravity e goderne i benefici più profondi. L’inversione ha però alcune controindicazioni. Non è adatta a chi soffre di ipertensione, glaucoma, ernia iatale.

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