Revival anni Ottanta: il risotto alle fragole

Di Debora Saccardi 20 Maggio 2021

 

È sicuramente uno dei risotti meno consueti, anche se l’ abbinamento tra cereali o loro sostituti e  la frutta, non è così raro e scontato. La sua apparizione sulle nostre tavole però, inizialmente era accettata come stravaganza occasionale, come eccezione al nostro patrimonio gastronomico.

Il risotto alle fragole è figlio della cucina di sperimentazione in voga negli anni Ottanta, quando la parola d’ordine era stupire ad ogni costo, creando accostamenti insoliti.

Negli anni Novanta però era ancora di moda e ha resistito fino ai giorni nostri, una chicca da provare almeno una volta! Nel periodo primaverile chi voleva distinguersi, non poteva non prepararlo, anche se farlo bene non è così facile come può sembrare.

Ricordo ancora la prima volta in cui mi sono cimentata nella realizzazione di questo risotto. Il risultato? Tutt’altro che roseo. Non sapevo bene come gestire l’aggiunta delle fragole e chi sapeva fosse necessario marinarle, prima di procedere con la cottura? Questi erano solo alcuni degli ostacoli da superare.

 

La scelta delle fragole

Le fragole non sono tutte uguali. Le qualità più indicate, a mio avviso, sono:

  • Sabrosa: nota anche come Candonga, si coltiva in Basilicata, considerata da molti la fragola per eccellenza. La particolarità è il colore rosso non solo all’esterno ma anche all’interno del frutto, è sugosa, dolce e resiste 7 giorno dalla sua raccolta.
  • Sabrina: ha forma conico-allungata, colore rosso brillante, spicca per dolcezza e retrogusto lievemente acidulo, consistenza compatta. Si coltiva prevalentemente in Campania.
  • Melissa: la sua raccolta comincia già a gennaio, chiamata anche fragola invernale, è precoce, di colore rosso-aranciato con una buona consistenza. La produzione si concentra in Sicilia.

 

La mia ricetta per voi

Lo so che tutti alzereste la mano a favore di un riso tipo Arborio o Carnaroli. Rientrano nella categoria del riso superfino con chicco grosso, lungo, maggior contenuto di amido e una cottura di 16-18 minuti ma provate anche il Roma per la preparazione di risotti o come ho fatto io il Vialone Nano. E’ un riso semifino a chicco tondo, di media lunghezza ideale anche per supplì e timballi. Cuoce in un tempo più breve, dai 13 ai 14 minuti.

Vi lascio anche alcuni consigli per eseguire variazioni alla ricetta:

  • potete sostituire il Marsala con vino rosso o bianco
  • se decidete di preparare un risotto fragole e champagne, aggiungete le fragole a fine cottura per un contratto gustativo maggiore
  • provate questo risotto con crostacei (per esempio gamberi) o molluschi (come i totani)
  • potete sostituire lo yogurt con il formaggio brie o tipo crescenza
  • per rendere la ricetta più fresca al palato, aggiungete qualche fogliolina di menta fresca

 

Ingredienti Quantità
Riso vialone nano g 320
Fragole g 250
Cipollotto(facoltativo) g 25
Olio extravergine di oliva G 60
Fondo vegetale l 1
Marsala ml 150
Yogurt bianco intero g 75

 

 

Procedimento

Lavare e pulire le fragole. Tagliarle a pezzi grossolani ma regolari.

Marinare le fragole nel vino Marsala per circa un’ora.

Nel frattempo pulire, lavare e tritare il cipollotto.

In una padella scaldare g 20 di olio e far appassire il cipollotto.

Colare le fragole e tenere da parte il Marsala.

In una casseruola scaldare l’olio rimasto e far tostare il riso.

Quando è bello caldo sfumare con il vino Marsala, recuperato dalla marinatura delle fragole.

Farlo evaporare e poco per volta aggiungere il fondo vegetale ben caldo.

Mescolare di tanto in tanto e portare il riso a cottura.

Aggiungere 2/3 delle fragole gli ultimi minuti di cottura.

Spegnere il fuoco e mantecare con lo yogurt.

Servire all’onda decorando con le fragole rimaste e a piacere qualche fogliolina di menta tagliuzzata finemente.

 

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