Salviamo Villa Verdi a Sant’Agata di Villanova sull’Arda

E’ il luogo dove lo spirito del grande Giuseppe Verdi e l’anima delle sue opere sopravvivono al tempo, che scorre inesorabile. Lì, in terra piacentina, il maestro – bando alle sterili polemiche tra Parma e Piacenza – scelse di vivere, spinto da varie ragioni tra cui le origini piacentine della sua famiglia.
Il padre Carlo Verdi proveniva da una famiglia di commercianti piacentini, per secoli residenti tra Villanova e Sant’Agata, trasferitisi a Roncole di Busseto per motivi di lavoro. Carlo era un oste e lì nacque Giuseppe Verdi. La madre, Luigia Uttini, anch’essa figlia di osti, era originaria di Saliceto di Cadeo, in territorio piacentino.


Ora giunge da Villa Verdi un appello che stringe il cuore di tanti appassionati, che da tutto il mondo si recano a Villa Verdi per visitarla, riscoprendo quella forte presenza del Maestro, che lì per visse per cinquant’anni.
“La Villa ha bisogno di numerosi interventi di restauro e l’assenza imprevista di visitatori, causata dalla epidemia Covid-19, non ha giovato alle casse del museo, che rischia la chiusura definitiva al pubblico. Prima di arrivare ad una decisione drastica – recita il comunicato di Villa Verdi – la direzione del museo ha pensato di chiedere aiuto”.
Da molti anni, la Villa viene preservata solo grazie ai discendenti del compositore, la famiglia Carrara Verdi, poiché lo Stato italiano, nonostante le promesse fatte, non ha mai dato alcun aiuto.
Villa Verdi lancia così una raccolta di donazioni, alla quale ciascuno di noi può contribuire, in piccolo o in grande. Il link della raccolta fondi è:
https://www.innamoratidellacultura.it/projects/salviamo-il-museo-di-villa-verdi
Eppure, tutto questo non basta. E anche se bastasse, c’è grande amarezza all’idea che un simile patrimonio, non solo nazionale ma mondiale (Verdi appartiene a tutti, la sua musica è infinita), non venga considerato, sostenuto, trasmesso ai posteri. Il Maestro amava profondamente la sua terra, dove aiutò moltissime persone dando loro lavoro e fondò un ospedale a Villanova sull’Arda perché i residenti potessero ricevere cure immediate senza doversi recare nelle città vicine, percorrendo un lungo tratto di strada.
Giuseppe Verdi scriveva nel suo testamento olografo: “Faccio obbligo di conservare il giardino e la mia casa di Sant’Agata nello stato in cui ora si trova”.
Viene da immaginarlo oggi, deluso e amareggiato, dopo l’immenso patrimonio musicale e umano che ha lasciato all’Italia e al mondo.

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