“The Batman” è davvero il miglior Batman movie di sempre?

E così, pensando solo a questi ultimi trent’anni, abbiamo avuto “Batman”, “Batman returns”, “Batman Forever”, “Batman & Robin”, “Batman Begins”, “The Dark Knight”, “The Dark Knight Rises”, “Batman vs Superman”, i film collettivi della Justice League, millemila film e serie animate, videogiochi, “The Lego Batman Movie” e chissà quante altre cose dai Teen Titans alle Super Hero Girls, ma il vigilante mascherato riesce ancora a farci vedere qualcosa che non abbiamo visto, in questo nuovissimo film: del resto, lo aspettavamo solo da due anni.

In “The Batman” Gotham è cupa, nera, piovosa, marcia (seriamente, è un film così buio che si può vedere solo in sala). Ad Halloween è anche peggio, perché i consueti criminali da mezza tacca sembrano un mix tra I guerrieri della notte e i war boys di Mad Max. L’Emo Batman di Robert Pattinson assomiglia di brutto alla sua città e scrive nel diario frasi tremebonde come “La paura è uno strumento”, “Credono che io mi nasconda nell’ombra ma io sono l’ombra” e ripete diverse volte “Io sono vendetta”. Ora, questa frase è uno degli elementi che costruiscono il personaggio e nella progressione narrativa del film ha un suo senso, ma è così ridicola che spero che nell’originale si percepisca bene il tono sardonico di Catwoman quando a un certo punto lo apostrofa “Ehi, vendetta”.

 

Questo per anticiparvi che non tutta la rivisitazione di Matt Reeves (“Cloverfield”, “Apes Revolution”, “War for the Planet of the Apes”) funziona esattamente come vi stanno dicendo: il Batman umano, la detective story, il ritorno alle origini, tutti risvolti importanti eh, ma non so se il pubblico generico li possa apprezzare quanto gli amanti dei fumetti.


Dopo di che, ci sono diverse cose innegabilmente belle: il look è pazzesco, dalla città ai costumi ai tagli di luce alla magione Wayne con le finestre ogivali, poca tecnologia e molto steampunk, la musica invadentemente epica di Giacchino, Bruce Wayne che si vede molto poco e quando si vede è un adulto cresciuto a disagio con sé stesso, la fine del racconto del miliardario playboy, il mood è disperato, essere orfani qui is the new black, Batman è divorato da dolore e ossessione, Alfred non fa neanche una battuta, ci sono un sacco di inquadrature fetish di scarpe, c’è una (l’unica) spettacolare scena di inseguimento in una batmobile che sembra Christine la macchina infernale, Paul Dano e la sua faccia da Damien de “Il presagio”, tutti i comprimari da Gordon a Riddle a Falcone al Pinguino, e una strepitosa fondamentale rivelazione che davvero non ho mai visto prima di questo film.

 

Ma confesso di avere alcune riserve (e una certa irritazione) su alcuni passaggi di scrittura, sui dialoghi (su diversi dialoghi), sulla storyline della tensione sociale che è alla base del malessere della città e sulla relazione ambigua tra supereroe e antieroe, che sono state raccontate (scritte) decisamente (ma decisamente) meglio da Christopher Nolan.
E arriviamo a Catwoman, che è sempre una bella opportunità per una donna di ricoprirsi di pelle nera.

 

Tra Michelle risorta dalla morte grazie ai suoi gatti e a causa loro completamente impazzita, la dominatrice troppo alta e interessata solo al denaro Anne e la vendicatrice Zoë io non ho dubbi, anche perché recentemente ho visto un video dove la Pfeiffer con la frusta decapitava tre bottiglie al primo colpo e non era una scena del film.
Ma soprattutto, mentre in ogni video, foto, tiktok, francobollo, in qualunque cosa mi sia passata davanti di promozionale sul film, Pattinson e Kravitz sono così sexy insieme che mi sembrano paragonabili solo a Oscar Isaac e Jessica Chastain sul red carpet di Venezia, nel film si baciano tre volte come due bambini della scuola primaria, e come si fa.

 

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