Un calice di vino: sulle tracce del Monterosso Val d’Arda

Di Debora Saccardi 28 Aprile 2022

 

Si è da poco conclusa la manifestazione tutta dedicata a un interessante vino bianco piacentino, il DOC Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda.

L’iniziativa promossa dall’associazione Terre del Monterosso Val d’Arda, che si è  svolta a Castell’Arquato, ha dato modo ad appassionati del mondo del vino, di conoscere meglio questo prodotto locale.

Circa una trentina di cantine hanno partecipato all’iniziativa, mettendo in campo il meglio della tradizione vinicola piacentina, per soddisfare al meglio un’affluenza entusiasta e curiosa. Non solo piacentini ma anche novaresi, milanesi, veneti, toscani, francesi e americani, chi dimpassaggio, chi giunto apposta per assaporare questo vino.

Diverse le tipologie di Monterosso proposte, così come prevede il disciplinare di produzione, perché quando si parla di prodotti a denominazione di qualità, avere qualche informazione in più non guasta.

Il Colli Piacentini Monterosso Val d’ Arda è infatti prodotto in tre diverse versioni: il tranquillo, dai più identificato come vino bianco fermo, il frizzante e lo spumante.

È un blend tutto da scoprire, che sorprende e stupisce ad ogni assaggio. Ogni azienda infatti propone il suo personale mélange di uvaggi. Secondo il disciplinare le uve e le percentuali consentite sono le seguenti: “Malvasia di Candia aromatica e Moscato bianco dal 20 al 50%; Trebbiano Romagnolo e Ortrugo dal 20 al 50%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di Bervedino e/o Sauvignon ed altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione in Emilia-Romagna, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con DM 7 maggio 2004, e successivi aggiornamenti, riportati nell’allegato 1 del presente disciplinare, fino ad un massimo del 30%”. Si capisce così che colore, odore e sapore sono piuttosto diversificati.

La zona di produzione ha la sua importanza, il microclima infatti non è un aspetto da sottovalutare, e comprende “ i territori collinari dei comuni di Vernasca, Alseno, Lugagnano, Castell’Arquato, Gropparello e Carpaneto in provincia di Piacenza”.

Origini e curiosità

Questo vino piacentino che ha ottenuto la denominazione nel 1974, deve il suo nome ha una località collinare arquatese. Un vino che sembrava non avere origini e invece una testimonianza del 1536, lo include tra le preferenze di Papa Paolo III Farnese.

Abbinamenti consigliati

Se vi state chiedendo quali abbinamenti cibo- vino, sono indicati per il Monterosso  Val d’Arda, ecco qualche dritta.

La versione tranquilla così come quella frizzante, dal sapore secco, si presta ad accostamenti con  torte salate a base di verdure, primi piatti leggeri a base di verdure e pesce, formaggi preferibilmente a pasta molle; lo spumante invece è ideale per aperitivi, crostacei, molluschi e volendo anche carni bianche arrosto.

Se invece parliamo della tipologia più aromatica, amabile, tendente al dolce allora è tutta un’altra storia ed entrano in gioco la pasticceria secca e la biscotteria.

 

Pronti a stappare la vostra bottiglia di Monterosso Val d’Arda?

Buona degustazione!!!

 

Per informazioni sulle cantine che hanno partecipato alla manifestazione clicca qui.(https://monterossofestival.it/le-cantine/)

Per altre informazioni sul vino DOC Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda, da cui sono tratte le informazioni sulle uve e la zona di produzione, clicca qui. (https://www.collipiacentinidoc.it/disciplinari)

 

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