Vendita dei diritti d’autore: la Regina Elisabetta ha aperto la via

La Regina Elisabetta II è stata la mattatrice del G7, ma Her Majesty aveva raggiunto un primato già nei mesi scorsi. Quando, dando il via ad una serie di iniziative sul campo, ha acquistato i diritti d’autore di 24mila canzoni. Tra queste, ci sono i più grandi successi pop e rock degli ultimi quarant’anni (Springsteen, Eurythmics, Beyoncé, Guns N’ Roses e persino il rapper 50 Cent… tanto per farvi qualche nome).

Del resto, la lungimiranza e la modernità di vedute della Regina Elisabetta era già cosa nota. Piuttosto, qualche sorpresa l’ha suscitata Bob Dylan quando, più o meno in contemporanea, qualche mese fa ha venduto tutti i diritti delle sue canzoni alla Universal Music. I giornali hanno pubblicato i possibili (probabili?) costi dell’affare: di certo un colpo grosso, ma da ambo le parti.

Come Dylan hanno fatto tantissimi suoi colleghi. A partire da Mick Fleetwood e da Stevie Nicks – quest’ultima, firmataria di uno dei contratti più vantaggiosi in assoluto con l’editore Primary Wave, ha fatto da apripista. E sono seguiti molti altri artisti: Rihanna, Shakira, Jennifer Lopez, Paul Simon, Neil Young, i Beach Boys, David Crosby ed altri “colossi” della musica. Pare sia il momento buono, lo show-business è lo show-business. Forse, un altro aspetto, è legato a una sorta di Legacy rispetto alla trasmissione liquida della musica, che non piace soprattutto ai Big (e neppure a me, lo ammetto sinceramente). Nei contratti, infatti, tutti vietano l’utilizzo delle proprie canzoni nei supermercati o nelle sale d’attesa degli aeroporti.

Piaccia o meno, Elisabetta in prima linea ad aprire la via, questo è il rock, bellezza. Ma il bello della musica, costi quel che costi, nessuno ce lo potrà mai togliere, neanche a noi “poveracci”. E questa resta una piccola, granitica consolazione.

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