Chiusura Telecom, Polledri: “Il Comune rescinda tutti i contratti”

04 Aprile 2013

Alcuni lavoratori piacentini della Telecom al termine dell’incontro in Provincia

La chiusura del call center Telecom di Piacenza ha tenuto banco anche in consiglio comunale. La democratica Giulia Piroli ha sottolineato allarmata le conseguenze che la decisione dell’azienda avrà sui lavoratori, Andrea Paparo del Pdl ha illustrato il contenuto della riunione di oggi in cui era presente nelle vesti di assessore. Dal leghista Massimo Polledri è giunta una proposta provocatoria: “Io disdirò tutti i contratti che ho con Telecom e inviterò tutti i miei familiari a farlo. Spero che anche gli altri consiglieri lo facciano e che soprattutto il Comune consideri tale ipotesi se ha forniture in essere. È il modo migliore che abbiamo per protestare contro questa scelta presa a Roma che colpisce così duramente Piacenza”.

TELECOM CONVOCATA DA COMUNE E PROVINCIA – Caso Telecom, Comune e Provincia si mobilitano per difendere i 36 lavoratori piacentini che rischiano di essere pesantemente colpiti dalla riorganizzazione che prevede la chiusura del call center della nostra città. I dipendenti saranno quindi trasferiti a Milano, con l’alternativa di poter allestire a casa una postazione di telelavoro. “Non si parla per il momento di licenziamenti o cassa integrazione – hanno detto i rappresentanti del personale – ma sicuramente le condizioni non sono ottimali: come si fa a chiedere a una madre di famiglia di stare a Milano dalle 8 alle 20?”.
L’assessore provinciale Andrea Paparo e gli assessori comunali Luigi Rabuffi e Katia Tarasconi al termine della riunione di questa mattina hanno quindi deciso di far partire una richiesta di incontro urgente all’azienda. “Purtroppo è l’ennesimo fulmine a ciel sereno che si abbatte sull’occupazione piacentina – ha detto Paparo – in un momento già molto pesante per il nostro territorio: faremo di tutto per ridurre al minimo l’impatto, siamo in presenza di una riorganizzazione nazionale e non sarà facile, ma Piacenza e i suoi lavoratori non possono essere così duramente colpiti”.
Mattea Cambria della Cgil ha ribadito le critiche alla scelta aziendale: “La sede 187 di Piacenza non può e non deve essere chiusa sia perché l’immobile rimarrà comunque in affitto fino al 2022, essendo adibito a centrale telefonica e, soprattutto per motivi di salvaguardia occupazionale, visto che sul territorio piacentino è praticamente impossibile trovare un nuovo impiego”.

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