Chiusura Edison, spiragli di ricollocazione del personale in altre aziende elettriche

17 Aprile 2013

“Enel ha già annunciato un piano nazionale di 3500 esuberi, Edipower ha tre centrali di produzione che verranno fermate nei prossimi mesi (non quella piacentina, ndc) – commenta il sindacalista Floriano Zorzella, al termine dell’incontro in Provincia -. Il quadro è un quadro di crisi del settore energetico, ed è difficile da gestire. Sogin ha garantito un suo impegno per il riassorbimento del personale, ma sono necessari percorsi formativi di riqualificazione ad hoc per garantire ai dipendenti Edison di affrontare le tematiche trattate da Sogin. Questi corsi potranno essere effettuati nella scuola di radioprotezione di Caorso, che verrà quindi ulteriormente qualificata”.

NOTIZIA DELLE 11.50
Appello alle aziende del settore energetico piacentino perchè riassorbano i dodici dipendenti della centrale termoelettrica Edison di Sarmato, in cassa integrazione dal primo aprile. Stamattina, nella sede della Provincia di via Mazzini, l’assessore provinciale Andrea Paparo ha presieduto un incontro sul tema della crisi del settore, alla presenza delle categorie sindacali e dei rappresentanti di Edison, i quali hanno ribadito come prioritario sia ora il ricollocamento della forza lavoro dell’azienda, passata in mano alla francese Edf. La centrale chiuderà a giugno, per il momento lo stop è annunciato come temporaneo. Una delle proposte portate avanti dalle categorie sindacali è quella della possibile riattivazione del Distretto dell’Energia, di fatto mai nato: questo avrebbe dovuto unire le province di Piacenza, Lodi e Cremona con le rispettive associazioni di categoria, Camere di commercio, industriali e rappresentanti di Enel Distribuzione, Sogin, Sarmato Energia, Edipower, Enel Green Power e Cesi. Intanto, Sogin sembra abbia garantito la massima disponibilità a valutare il ricollocamento del personale di Edison, lo stesso starebbero facendo anche le altre aziende. Lo studio Nomisma Energia prevede infatti che le attività di smantellamento di Sogin produrranno complessivamente 12.000 nuovi occupati nell’indotto diretto, sette nuovi posti di lavoro dell’indotto per ogni milione investito, con un picco nel 2016 e nel 2017 che dovrebbe riguardare fortemente il sito di Caorso.

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