Piacenza

Jazz fest, elettrico tripudio al President col violino di Lockwood

28 aprile 2013

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Se, come ha detto lui, il jazz è la scienza del perdersi, ci siamo smarriti alla grande e con enorme piacere al teatro President. Lo straordinario violinista francese Didier Lockwood in quartetto ha regalato al cartellone del Piacenza Jazz Fest un concerto entusiasmante, poliforme, pieno di energia e di grande modernità. Merito del suo linguaggio eclettico e liberissimo (è un autentico pioniere mondiale del violino elettrico e si sente) e della portentosa formazione con cui si è esibito, luminoso e vivace: Tullio De Piscopo alla batteria è come se avesse suonato tutto un lungo assolo, splendido protagonismo in ottimo accordo con il mood altrettanto estroso del violinista e la ricchezza di linguaggio di Antonio Faraò, pianista da favola che il mondo ci invidia, e la fluidità corposa di una colonna impeccabile come Riccardo Fioravanti, contrabbasso. Un alchimia lega i quattro che sembrano davvero fatti per suonare l’uno con l’altro. Jazz, fusion, esplosioni ritmiche di energia rock ma anche molte parentesi di grande atmosfera, il tutto all’insegna di un vivissimo fervore improvvisativo che ha reso l’ascolto della decina di brani musicali originali degli stessi Lockwood e Faraò un’esperienza entusiasmante e stimolante da cima a fondo. Moltissimi meritati applausi da una sala quasi piena e decisamente appagata.

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