In un anno perse 600 imprese. Cali in agricoltura, edile e commercio

24 Luglio 2013

E’ un quadro decisamente negativo quello tracciato dalla Camera di Commercio relativo al primo semestre del 2013 che si è chiuso con una somma di imprese registrate pari a 30.939 unità, 598 in meno di quelle che si contavano a giugno del 2012. La variazione percentuale annuale si è così attestata a -1,9%. I dati di demografia imprenditoriale non danno adito –come prevedibile- a speranze immediate di una ripartenza dell’economia. I settori che hanno accusato i cali più marcati nella consistenza sono agricoltura e costruzioni (-203 imprese per ciascuno), seguiti dal commercio (-144 ditte). All’opposto gli ambiti di attrattività, quelli che probabilmente sembrano dare maggiori garanzie di successo imprenditoriale, sono stati i servizi di alloggio e ristorazione (+58), le attività immobiliari (+20), le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+18), le forniture di energia, gas e vapore (+11). Nel corso dei primi sei mesi dell’anno le iscrizioni sono state 963 ma le cessazioni hanno superato abbondantemente il migliaio (1.281). Nella seduta odierna la Camera di commercio ha approvato la variazione di bilancio che ha determinato un incremento dei fondi destinati alla promozione, ovvero al sostegno del sistema economico di circa 200mila euro.

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